Sta destando non poche preoccupazioni la nuova catena di contagi da Coronavirus venuta alla luce negli stabilimenti della Maccaferri, un’azienda attiva nel settore della lavorazione della carne con sede a Castelnuovo Rangone, nel Modenese. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta di Modena, tra il personale della ditta sono stati rilevati sette casi di positività al virus: quattro dei contagiati sono persone appartenenti a uno stesso nucleo familiare, mentre gli altri positivi sono tre addetti residenti fuori dal territorio della provincia di Modena. In queste ore è partita una campagna di screening a tappeto fra i dipendenti dell’azienda, con l’esecuzione di circa 30 tamponi in totale fra lavoratori e familiari.
Una situazione, quella di Castelnuovo Rangone, che ricorda quanto accaduto a giugno in Germania, dove un grosso focolaio da Coronavirus era scoppiato all’interno dell’azienda Toennies, uno dei colossi tedeschi nella macellazione e nella distribuzione delle carni, sita nella città di Gütersloh, nel land del Nordreno-Vestfalia. A seguito dell’emergere dei primi casi, nella città era prontamente giunta una task force composta da medici ed esperti, supportati dalla polizia e dall’esercito, per eseguire gli screening a tappeto della popolazione e scongiurare l’espansione del focolaio in tutta la regione. Migliaia di test sono stati effettuati fino a oggi nella città della Renania settentrionale, mentre all’interno dell’azienda è scattata fin dai primi giorni la misura della quarantena obbligatoria per circa 6.500 persone tra lavoratori, familiari e dirigenti. Sotto accusa per quanto accaduto erano finiti proprio i vertici della società, che avrebbero lanciato l’allarme quando era ormai troppo tardi. Secondo quanto era stato dichiarato dai sindacati dei lavoratori tedeschi, la compagnia non avrebbe fornito protezioni adeguate ai suoi dipendenti, sottovalutando gli alti rischi di contagio sui luoghi di lavoro. Dure critiche all’azienda in tal senso erano arrivate anche da parte delle autorità federali.

