Antonio Poziello, figlio di Innocente (storico politico cittadino, eletto quattro volte consigliere comunale del Partito comunista italiano) da lunedì non sarà più sindaco di Giugliano, sfiduciato da diciannove consiglieri davanti a un notaio. Il Prefetto di Napoli, Marco Valentini, verificherà la regolarità delle firme e poi nominerà un commissario, che amministrerà il Comune fino alle elezioni di maggio.
Partito tra lo scetticismo generale, Poziello ha saputo presto scrollarsi di dosso l’etichetta di “figlio di Innocente”, annoverandosi a pieno titolo tra i politici più capaci del territorio. Certo, la parentela è stata tutt’altro che un freno, considerato l’alto potenziale elettorale in dote, però, Poziello ci ha messo del suo. Sin dai tempi della coalizione della Sinistra Arcobaleno del 2008 (la coalizione di sinistra nata a Giugliano quasi imposta dalle scelte nazionali che videro all’epoca la formazione del gruppo unico facente capo a Fausto Bertinotti e comprendente all’interno i Comunisti italiani, i Verdi, lo stesso Prc e la Sinistra Democratica) fu chiaro a tutti, tuttavia, che non si trattava di un semplice galoppino, ma di un puledro di razza che nel giro di qualche anno sarebbe diventato un cavallo da competizione, arrivando a ricoprire nel 2015 la carica di sindaco.

