Non si ferma la lotta al bracconaggio, un problema che i carabinieri forestali e le guardie zoofile della Lega italiana protezione uccelli (Lipu) sono impegnate a contrastare ogni giorno sul territorio campano. Proprio oggi, grazie a un intervento dei militari della stazione di Pozzuoli e degli uomini dell’associazione ambientalista, sono stati colti in flagranza di reato 6 cacciatori nelle campagne di Giugliano in Campania, precisamente nella zona di Santa Maria a Cubito. I bracconieri stavano utilizzando tre richiami elettroacustici in rado di riprodurre il canto di alcuni uccelli, per attirarli e catturarli. Per tutti i soggetti individuati è scattato il deferimento per bracconaggio e sanzioni per un valore totale di 3 mila euro. Inoltre, i militari dell’Arma hanno posto sotto sequestro i richiami per i volatili, 6 fucili semiautomatici e ben 146 cartucce calibro 12.

La Campania è al secondo posto in Italia nella triste classifica per reati venatori: l’anno scorso il 13% degli illeciti in quest’ambito registrati in Italia sono avvenuti sul territorio regionale. Solo pochi giorni fa i carabinieri del nucleo forestale di Pozzuoli, nell’ambito di un servizio di controllo sul territorio di Giugliano in Campania, avevano denunciato un uomo di 41 anni residente a Orta di Atella con l’accusa di caccia non autorizzata ai danni di specie animali protette. I militari erano stati allertati da alcuni spari uditi in lontananza: una volta individuato il luogo da dove proveniva il rumore, avevano sorpreso un uomo che imbracciava un grosso fucile da caccia in compagnia del figlio quattordicenne. I carabinieri avevano così scoperto che il quarantunenne aveva appena ammazzato un esemplare di columba livia domestica, noto più comunemente come piccione selvatico occidentale, e una streptopelia decaocto, anche conosciuta come tortora dal collare orientale, originaria dell’Asia minore. Entrambi i volatili sono considerati specie protette ed è severamente vietata la loro caccia. Benché fosse detenuto in maniera regolare, il fucile era stato posto sotto sequestro dai militari.

