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Home Cronaca

Napoli, il questore sulle violenze notturne: “Comportamenti criminali”. Primi due arresti da parte della Digos

Fermate due persone già note alle forze dell'ordine per reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti. Per il viceministro degli Interni con delega alla pubblica sicurezza, Matteo Mauri, "non si è trattata di una protesta spontanea, ma di azioni preordinate"

redazione di redazione
24 Ottobre 2020
in Cronaca, Napoli
questore

“Questa notte abbiamo assistito a veri e propri comportamenti criminali verso le forze dell’ordine. Nessuna condizione di disagio, per quanto umanamente comprensibile, può in alcun modo giustificare la violenza“. Lo ha fatto sapere in mattinata il questore di Napoli, Alessandro Giuliano, commentando la guerriglia urbana che stanotte è andata in scena nel centro del capoluogo partenopeo per protestare contro il coprifuoco stabilito dalla Regione Campania con l’ordinanza numero 83 andata in vigore a partire proprio dalle 23 di ieri. Il bilancio degli scontri è pesante, con l’area di via Santa Lucia, dove c’è la sede centrale della Regione, travolta dalla furia dei manifestanti, probabilmente infiltrati da pezzi di destra estrema (su Twitter, Roberto Fiore di Forza Nuova aveva pubblicamente incitato i suoi a scendere in strada), da frange dei centri sociali e da altri gruppi organizzati per portare il caos tra le strade e lanciare una sfida violenta alle istituzioni in uno tra i momenti più difficili e cupi dell’intera storia repubblicana. I numeri ufficiali non sono stati ancora resi noti dalla Questura partenopea (mentre alle 18 è in programma in Prefettura una riunione straordinaria del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica), ma vi sarebbero almeno quattro-cinque carabinieri feriti, un’auto con i vetri del lunotto posteriore frantumato, alcuni poliziotti contusi.

Oltre all’intervento del questore di Napoli, in mattinata, intanto, arriva la notizia dei primi due arresti da parte della Digos per gli scontri tra forze dell’ordine e manifestanti. Si tratta di due uomini di 32 anni, M. P. e O. A., residenti nel quartiere Vasto-Arenaccia e già noti alle forze dell’ordine per reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti. I due avrebbero fatto parte di un gruppo più ampio che, sbucando da una traversa di via Santa Lucia, s’è reso protagonista – secondo le prime ricostruzioni degli investigatori – di un vero e proprio agguato nei confronti delle forze dell’ordine: accusati di resistenza a pubblico ufficiale, violenza e minaccia saranno processati per direttissima. In queste ore, comunque, la Procura partenopea continua a raccogliere informazioni sull’accaduto, in modo da delineare un quadro più chiaro delle violenze avvenute nella notte. E nel frattempo arriva anche il commento del viceministro degli Interni con delega alla pubblica sicurezza, Matteo Mauri, che sottolinea: “Quanto accaduto la scorsa notte a Napoli è gravissimo. L’aggressione alle forze dell’ordine e la guerriglia urbana scatenata tra le strade della città in prossimità della Regione sono atti criminali. E così verranno trattati: è del tutto chiaro che non si è trattata di una protesta spontanea, ma di azioni preordinate, organizzate nella quasi totalità da frange di tifosi violenti, da ambienti criminali, anche legati a settori dell’estremismo politico“.

Ieri sera, infatti, si sono visti dalle telecamere di tutte le televisioni italiane bombe carta e fumogeni esplosi ad altezza uomo, sassi lanciati contro le forze dell’ordine, cassonetti rovesciati e dati alle fiamme, transenne e cartelloni pubblicitari divelti, giornalisti aggrediti per la sola colpa di voler fare il proprio lavoro (Paolo Fratter e la troupe di Sky Tg24, per esempio: qui il video), mentre energumeni a volto coperto inscenavano una vera e propria caccia al poliziotto e al carabiniere assaltando spranghe e bastoni alla mano le volanti della polizia e le camionette dell’Arma. Molte critiche sono arrivate al sindaco Luigi de Magistris, che ieri pomeriggio aveva attaccato il presidente della Regione, De Luca, in un duro video su Facebook (ormai, tra i due il conflitto istituzionale è sempre più evidente) e che in serata ha assistito alle scene di violenza che avvenivano nella sua città dagli studi di Rai 3 in diretta televisiva durante la trasmissione Titolo quinto, mentre molti cittadini lo avrebbero voluto a palazzo San Giacomo per tentare di gestire la situazione. A un certo punto del programma, la giornalista Lucia Annunziata, anche lei ospite, gli ha esplicitamente chiesto: “Non sarebbe più utile che in questo momento lei ci lasciasse e andasse lì?“, mettendo in enorme imbarazzo il primo cittadino partenopeo.

Ad avere la peggio, comunque, in questo scenario da autentica guerriglia urbana è innanzitutto la democrazia e poi, purtroppo, rischiano di uscirne a pezzi anche le ragioni, magari legittime, di tanti commercianti, studenti, negozianti, ristoratori e lavoratori dei vari settori che ieri sera avevano deciso di far sentire forte la propria voce temendo le ricadute economiche di un nuovo, possibile lockdown, di fatto annunciato per lunedì dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel suo drammatico intervento video di ieri pomeriggio su Facebook.

La protesta napoletana di ieri sera è iniziata con una serie di “convocazioni” pomeridiane attraverso una sorta di tam tam sui social network e, poco prima dell’orario di entrata in vigore del coprifuoco, in centinaia si sono ritrovati nella zona universitaria, in largo San Giovanni Maggiore, davanti alla sede storica dell’Orientale, con tanto di striscioni e fumogeni accesi in segno di protesta contro il governo regionale e quello nazionale. Il principale bersaglio dei cori che si sono ben presto alzati dal corteo era soprattutto uno: il presidente della Regione, De Luca, colpevole a detta dei manifestanti di una decisione che, a loro dire, violerebbe la libertà individuale e sarebbe molto dannosa per l’economia del territorio. In molti, volutamente, ostentavano la mascherina protettiva abbassata o, ancora peggio, evitavano di indossarla, mentre il corteo s’ingrossava sempre di più man mano che attraversava le vie del centro in direzione di via Santa Lucia. Si sono autodefiniti “No Lockdown”, ma purtroppo lungo il tragitto sono stati probabilmente infiltrati da frange violente ed eversive, forse anche di matrice criminale, che hanno fatto degenerare del tutto la protesta, finché a Santa Lucia, davanti e dietro al palazzo della Regione Campania, si sono viste vere e proprie scene di guerriglia urbana, con le forze dell’ordine schierate in assetto antisommossa e un lancio di sassi, bombe carta e fumogeni verso di loro, che a loro volta hanno caricato per provare a disperdere una folla sempre più numerosa e minacciosa anche attraverso un fitto lancio di lacrimogeni, che hanno reso ben presto l’aria irrespirabile nell’intera area.

Adesso, bisognerà capire se quello di Napoli è stato un primo, inquietante segnale di un malessere sociale che potrebbe sfociare in rabbia cieca anche a livello nazionale, mentre il numero dei nuovi contagi quotidiani da Covid-19 in Italia oggi sfonderà certamente quota ventimila e in Campania già ieri era stata superata ampiamente la soglia dei duemila in un solo giorno, col sistema sanitario che, a livello italiano e campano, inizia a mostrare segni di cedimento sempre più evidenti.

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Tags: NapoliRegione Campania
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