Il Napoli arriva alla pausa natalizia con un deludente pareggio casalingo contro il Torino ultimo in classifica, peraltro riuscendo a rimontare il gol di svantaggio (siglato da un napoletano doc come Armando Izzo) soltanto grazie a un’autentica prodezza di capitan Lorenzo Insigne in pieno recupero. Per il resto, ieri sera, gli azzurri non sono mai riusciti a rendersi realmente pericolosi dalle parti del portiere granata Sirigu e hanno denunciato una preoccupante lentezza e mollezza, sia fisico-atletica che caratteriale. Probabilmente, dunque, la sosta natalizia capita a fagiolo, in modo da permettere a Rino Gattuso di recuperare gli infortunati eccellenti Koulibaly, Mertens e Osimhen e di guarire del tutto dalla malattia all’occhio destro che ne sta limitando la piena efficienza in queste ultime settimane.
Le criticità emerse in particolar modo nei due ultimi match di questo 2020, la sconfitta in trasferta contro la Lazio e il pari di ieri sera, potrebbero anche essere spiegate con l’autentico tour de force al quale il Napoli è stato sottoposto in questo periodo, giocando in pratica sempre ogni tre giorni e quasi sempre partite impegnative contro avversari di livello, a partire da quelle di un girone di Europa League di difficoltà media maggiore rispetto ad almeno un paio di quelli della Champions League (girone, peraltro, chiuso al primo posto). Il rammarico per il pareggio di ieri, come ha spiegato molto bene un Insigne affranto nell’immediato post-partita, aumenta ancora di più dopo la sentenza favorevole e definitiva che il giorno precedente aveva restituito al Napoli il punto in classifica ingiustamente sottratto per il famoso match mai disputato a ottobre in casa della Juventus per cause di forza maggiore, match che dovrà essere giocato ma ancora non è chiaro quando.


