È un’Italia spaccata in tre parti quella fotografata dal rapporto sulla diffusione e mortalità dell’epidemia da Covid-19 stilato dall’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica, assieme all’Istituto Superiore di Sanità. La diffusione geografica del Coronavirus lungo la Penisola, si legge nelle conclusioni del report, si presenta a oggi profondamente eterogenea: è stata, infatti, molto contenuta nelle regioni del Sud e nelle Isole, mediamente più elevata in quelle del Centro e molto elevata nelle regioni del Nord.
Questa disparità ha portato i redattori dello studio, che hanno operato su base provinciale, alla suddivisione in tre fasce: una prima, definita a diffusione bassa, comprendente le province con valori inferiori a 40 casi per 100mila residenti; una seconda, definita a diffusione media, con le province dai valori compresi tra i 40 e i 100 casi ogni 100mila residenti; e una terza fascia, infine, definita a diffusione alta, che include le province con valori superiori ai 100 casi ogni 100mila residenti. Le province campane di Napoli, Caserta, Benevento e Salerno rientrano nella fascia di diffusione bassa, mentre la sola provincia di Avellino, in virtù dell’elevato numero di casi in relazione alla propria grandezza demografica, s’attesta in quella di diffusione media.


La fascia a media diffusione dell’epidemia comprende, invece, 1.778 comuni in 35 province, prevalentemente del Centro-Nord. Qui l’incremento dei decessi nel mese di marzo 2020 è molto più contenuto: 18% in più rispetto alla media dello stesso periodo dell’anno tra il 2015 e il 2019.



