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Home Cronaca Caserta

Incendi boschivi ad Arienzo, arrestato allevatore del Casertano

L'uomo, attraverso l'utilizzo di un innesco, avrebbe dato fuoco a 20mila metri quadrati di terreno, bruciando un'intera area protetta

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
15 Ottobre 2020
in Caserta, Cronaca
Incendi

Gli agenti di polizia del Nipaaf di Caserta, nucleo specializzato nella lotta ai reati ambientali, supportati dai carabinieri della forestale di Vairano Patenora, nell’ambito dei servizi e delle operazioni di contrasto agli incendi boschivi, hanno eseguito questa mattina una misura cautelare di arresti domiciliari emessa dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di M. C., originario di San Felice a Cancello, titolare di un allevamento ovicaprino. L’allevatore è ritenuto responsabile di aver procurato un grosso incendio in località Castello di Arienzo, sul territorio dell’omonima cittadina casertana. In concorso con un complice di cui non è stata ancora accertata l’identità, lo scorso 13 settembre, avrebbe dato alle fiamme circa 20mila metri quadrati di terreno alle pendici del monte Vorrano.

L’incendio ha mandato in fumo decine di ettari di macchia mediterranea all’interno dell’area protetta facente parte del Parco Regionale del Partenio. Nonostante il vincolo paesaggistico ricadente sull’intera area, l’allevatore avrebbe utilizzato un ordigno incendiario a innesco diretto, dando fuoco alle sterpaglie e ai fusti boschivi rinsecchiti dalla stagione estiva. I forti venti caldi che soffiavano in quel giorno avrebbero ulteriormente alimentato le fiamme, permettendo al fuoco di divampare sull’intero versante montuoso, arrecando così un danno ambientale di vastissime proporzioni e dalle conseguenze nefaste per l’ambiente e per gli animali presenti nel parco. 

Le indagini condotte dalla forestale hanno permesso non solo di far emergere il grave quadro accusatorio nei confronti del piromane, ma hanno messo in luce ulteriori reati di natura ambientale commessi dallo stesso al fine di estendere i confini e lo spazio dedito all’allevamento del bestiame. Non sarebbe infatti la prima volta che il reo avrebbe appiccato incendi boschivi nella stessa area, visto che veniva spesso interessata da fenomeni di questo tipo, senza tuttavia che le forze dell’ordine riuscissero a scoprire i responsabili. Questa volta, invece, grazie a un approfondimento delle indagini attraverso esami e rilevamenti specifici, i militari sono riusciti a ricostruire la condotta dell’uomo che, secondo gli inquirenti, si sarebbe macchiato di crimini contro l’ambiente. Era infatti interesse dell’arrestato dare alle fiamme i versanti montuosi per liberarsi della vegetazione ed estendere così il suo allevamento su tutta l’area.

L’operazione svolta stamane dimostra l’efficacia delle azioni condotte dalle forze dell’ordine, in sinergia tra loro, per combattere i reati di natura ambientale nel Casertano nonché per tutelare la flora e la fauna delle aree soggette a tutela e a vincolo paesaggistico. Pochi giorni fa, sul litorale domizio, gli agenti di polizia hanno posto sotto sequestro un’area adibita a discarica abusiva che veniva data costantemente alle fiamme per nascondere ogni traccia degli sversamenti illeciti. Le indagini hanno permesso di accertare che l’intera area era stata trasformata in deposito di rifiuti derivanti dall’attività di un allevamento bufalino di Castel Volturno. Il fondo adibito a discarica è stato pertanto sequestrato mentre il proprietario del terreno è stato deferito in stato di libertà.

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