Il lavoro delle forze dell’ordine nel contrasto all’inquinamento ambientale, ai roghi tossici e altre forme di danneggiamento dell’ecosistema è fortemente incrementato, grazie anche all’inasprimento delle pene e delle sanzioni. Numerosi, infatti, sono i casi di persone e imprese trovate a smaltire illecitamente rifiuti, oppure che inquinano l’ambiente poiché vi è la presenza di macchinari obsoleti o privi di appositi sistemi atti a ridurre la polluzione. Ultimo, non per importanza, è il controllo effettuato dai carabinieri della stazione forestale di Napoli, nell’ambito di uno dei servizi disposti dal comando provinciale di Napoli tesi a contrastare i reati di natura ambientale e a prevenire i roghi. I militari, insieme a personale dell’Arpac, hanno ispezionato una società in Arzano in via Sette Re e hanno constatato diverse irregolarità.
Durante i controlli, infatti, è stata rinvenuta e poi sequestrata una macchina compattatrice di scarti di lavorazione, poiché, nella fase terminale, priva del sistema di filtraggio e raccolta delle polveri. Oltre al macchinario, sono state sequestrate anche tre cisterne interrate colme di olio combustibile che proveniva da una vecchia caldaia dismessa. A rispondere dei danni d’inquinamento ambientale è stato il rappresentante legale dell’azienda, il quale è stato contravvenzionato per la non corretta tenuta dei registri di carico e scarico dei rifiuti speciali per un importo complessivo di trentamila euro.

