Resta alta in Irpinia l’attenzione dei carabinieri del gruppo forestale, che continuano ad effettuare controlli per accertare eventuali reati ambientali in tutto il territorio, in particolare per ciò che riguarda la gestione illecita dei rifiuti. I militari, nell’ambito delle indagini inerenti all’inquinamento del bacino idrografico del fiume Sarno, hanno denunciato 14 persone ritenute responsabili di falsità ideologica e inquinamento ambientale. Nello specifico, a seguito delle verifiche in una conceria di Solofra e successivamente in una società della provincia di Salerno che opera nel settore dello smaltimento dei rifiuti, i carabinieri hanno scoperto che le persone indagate, nelle rispettive qualità e in concorso tra loro, redigevano rapporti di prova di rifiuti in base a campionamenti eseguiti in violazione delle norme vigenti, assegnando un Codice europeo rifiuti in base a campioni non rappresentativi.
Quindi, sulla scorta di queste certificazioni, i denunciati smaltivano illecitamente rifiuti costituiti da imballaggi contaminati da sostanze pericolose, facendoli passare per rifiuti non pericolosi. Nello specifico, si trattava di imballaggi e contenitori resi rifiuti pericolosi, in quanto contaminati da sostanze chimiche utilizzate per la lavorazione delle pelli. Inoltre, presso società per lo smaltimento dei rifiuti è stato accertato lo stoccaggio di rifiuti speciali pericolosi e non, in aree non autorizzate a tale scopo, ovvero in difformità al titolo autorizzativo rilasciato dall’ente competente. Alla luce di tutto ciò, nei confronti delle 14 persone è scattato il deferimento in stato di libertà alla competente Autorità giudiziaria
Contemporaneamente si è svolta un’importante operazione dei carabinieri appartenenti alla stazione forestale di Marcianise, nel Casertano, in sinergia con il personale specializzato del dipartimento dell’Arpac di Caserta. I militari, nel corso delle attività finalizzate al contrasto dei reati in danno all’ambiente, nell’ambito delle verifiche sulla cosiddetta Terra dei fuochi, si sono recati nel comune di Villa di Briano, per controllare un immobile adibito al solo uso esclusivo di deposito per sosta autovetture. Sul posto, invece, è stato scoperto l’esercizio abusivo di un’attività di officina meccanica di cui si è dichiarato gestore un uomo di San Cipriano di Aversa, di anni 44, individuato mentre era intento a riparare autovetture e motocicli.
Sono state, inoltre, rinvenute diverse tipologie di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, in diversi punti del capannone e su di un soppalco, senza alcuna identificazione circa la loro natura, alcuni di essi anche miscelati tra di loro, nonché raggruppati in maniera disomogenea. Si tratta di: oli per motori, ingranaggi e lubrificazione, oli motori esausti, filtri dell’olio e carburanti, filtri aria; parti meccaniche: alberi motore, semiassi, candele, bullonerie, dischi freni; motori intrisi di olio, alcuni dei quali completi di filtro olio, ammortizzatori e braccetti intrisi di olio, marmitte, raccordi in gomma e paraurti rotti, pneumatici fuori uso, batterie esauste al piombo e radiatori.
L’area utilizzata per il deposito temporaneo dei rifiuti non rispettava i requisiti previsti dalla norma vigente, attesa la natura incontrollata dello stoccaggio, assenza di delimitazioni e separazioni tra i rifiuti (stoccati alla rinfusa, miscelati e accumulati in modo disomogeneo), assenza di cartellonistica identificativa relativa al codice Cer, allo stato fisico e alle caratteristiche di pericolosità. I militari, quindi, hanno proceduto al sequestro giudiziario dell’intero immobile, dell’estensione di circa 300 metri quadri, con copertura in lamiera, suddiviso in locale officina meccanica, in un vano adibito a servizio igienico e in un vano adibito ad ufficio con soppalco.