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Home Ambiente

Villa di Briano, sequestrata officina meccanica per reati ambientali

Sanzionato il gestore, un uomo di San Cipriano di Aversa individuato mentre era intento a riparare autovetture e motocicli

redazione di redazione
22 Agosto 2020
in Ambiente
officina meccanica

Importante operazione dei carabinieri appartenenti alla stazione forestale di Marcianise, nel Casertano, in sinergia con il personale specializzato del dipartimento dell’Arpac di Caserta. I militari, nel corso delle attività finalizzate al contrasto dei reati in danno all’ambiente, nell’ambito delle verifiche sulla cosiddetta Terra dei fuochi, si sono recati nel comune di Villa di Briano, per controllare un immobile adibito al solo uso esclusivo di deposito per sosta autovetture. Sul posto, invece, è stato scoperto l’esercizio abusivo di un’attività di officina meccanica di cui si è dichiarato gestore un uomo di San Cipriano di Aversa, di anni 44, individuato mentre era intento a riparare autovetture e motocicli.

Sono state, inoltre, rinvenute diverse tipologie di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, in diversi punti del capannone e su di un soppalco, senza alcuna identificazione circa la loro natura, alcuni di essi anche miscelati tra di loro, nonché raggruppati in maniera disomogenea. Si tratta di: oli per motori, ingranaggi e lubrificazione, oli motori esausti, filtri dell’olio e carburanti, filtri aria; parti meccaniche: alberi motore, semiassi, candele, bullonerie, dischi freni; motori intrisi di olio, alcuni dei quali completi di filtro olio, ammortizzatori e braccetti intrisi di olio, marmitte, raccordi in gomma e paraurti rotti, pneumatici fuori uso, batterie esauste al piombo e radiatori.

L’area utilizzata per il deposito temporaneo dei rifiuti non rispettava i requisiti previsti dalla norma vigente, attesa la natura incontrollata dello stoccaggio, assenza di delimitazioni e separazioni tra i rifiuti (stoccati alla rinfusa, miscelati e accumulati in modo disomogeneo), assenza di cartellonistica identificativa relativa al codice Cer, allo stato fisico e alle caratteristiche di pericolosità. I militari, quindi, hanno proceduto al sequestro giudiziario dell’intero immobile, dell’estensione di circa 300 metri quadri, con copertura in lamiera, suddiviso in locale officina meccanica, in un vano adibito a servizio igienico e in un vano adibito ad ufficio con soppalco.

All’interno del locale officina posto sotto sequestro sono stati rinvenuti tre carriponte, un macchinario per l’estrazione degli oli motori, una saldatrice ossiacetilenica e un ossitaglio (entrambi privi di sistemi di abbattimento delle emissioni in atmosfera), un carica batterie, banchi da lavoro con utensileria e prodotti utili (grassi, oli motori, oli lubrificanti e sgrassanti) per lo svolgimento di attività di riparazione meccanica di autovetture. Invece, le autovetture presenti all’interno dell’autofficina posta in sequestro, previo controllo documentale, sono state restituite ai legittimi proprietari convocati sul posto. Il gestore dell’attività abusiva è stato deferito in stato di libertà per i reati di gestione illecita di rifiuti speciali, sia pericolosi sia non pericolosi, per emissioni in atmosfera in assenza di autorizzazione, nonché sono state accertate violazioni amministrative per un importo complessivo di oltre 15mila euro.

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