Secondo i dati pubblicati dall’Istat, il reddito disponibile delle famiglie italiane consumatrici, nel terzo trimestre 2020, è aumentato del 6,3 per cento rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi finali delle famiglie è cresciuta del 12,1 per cento. Di rimando, rispetto a tali dati, la propensione al risparmio delle famiglie è stata pari al 14,6 per cento, con una diminuzione di 4,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, ma in crescita di 6,5 punti percentuali rispetto al terzo trimestre del 2019. Il potere d’acquisto delle famiglie è dunque cresciuto del 6,6 per cento rispetto al trimestre precedente, a fronte di una variazione del -0,3 per cento del deflatore implicito dei consumi (ovvero l’indice numerico, calcolato sulla base dell’andamento inflazionistico, che trasforma il valore a prezzi correnti in valore a prezzi costanti).
Sempre nel terzo trimestre del 2020, il rapporto deficit-Pil è stato pari al 9,4 per cento (2,2 per cento nello stesso trimestre del 2019). Il saldo primario dell’indebitamento al netto degli interessi passivi è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil del -5,9 per cento, mentre il saldo corrente è risultato anch’esso negativo, con un’incidenza sul Pil del -3,7 per cento. Riguardo i dati sulla pressione fiscale, questo sono pari al 39,3 per cento, in diminuzione di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2019.


