L’avvento della primavera, se per alcuni si traduce in cullarsi in temperature più miti e godere di splendide giornate di sole, per altri rappresenta solo il sopraggiungere di uno dei periodi più “fastidiosi” dell’anno: quello delle allergie. La percentuale di soggetti allergici cresce di anno in anno e le allergie stagionali sono sempre più comuni. Il periodo di acuità della sintomatologia varia a seconda della causa scatenante: il problema, dunque, non per tutti corrisponde alla primavera. Ciò che nel complesso resta pressoché invariato è il quadro sintomatologico: le persone affette da allergia manifestano per lo più congestione e prurito a naso ed occhi (naso che cola, lacrimazione, occhi arrossati, starnuti frequenti).
La fonte degli allergeni primaverili è rappresentata da pollini di alberi quali querce, olmi, ontani, betulle, faggi, pioppi, frassini e ulivi, la cui densità varia a seconda del luogo. Il soggetto allergico ideale è colui che possiede un sistema immunitario che si attiva in presenza di un unico allergene, ma nella maggior parte non è così. Per meglio comprendere la sintomatologia è possibile descrivere un prurito che si intensifica gradualmente, irradiandosi dal palato alla gola, al naso e agli occhi. Le secrezioni nasali e oculari diventano più acquose e abbondanti. Nei casi più gravi possono svilupparsi riniti allergiche, congiuntiviti allergiche e sinusiti. Il prurito alle cavità nasali può scatenare starnuti frequenti, se colpisce agli occhi può essere causa di arrossamento, mentre alla gola può favorire lo stimolo della tosse. Se durante il giorno tali sintomi sono fastidiosi e talvolta limitanti, il loro intensificarsi durante la notte può arrivare a disturbare il sonno.

