Il nuovo stop imposto dalla pandemia da Covid-19 dilata sicuramente il tempo libero che, per non perdersi d’animo, può essere piacevolmente investito nella cura del corpo. Uno dei trattamenti che è possibile riprodurre fra le mura di casa, pur forse rimpiangendo centri estetici e spa, prevede l’impiego di fanghi drenanti da poter applicare nelle zone in cui si tendono ad accumulare liquidi in eccesso e adiposità con sviluppo di ritenzione e cellulite come ad esempio cosce, interno coscia, addome e fianchi. I fanghi presentano alcuni vantaggi rispetto alle creme e tra questi è possibile citarne alcuni: capacità di penetrare più in profondità; possibilità di rimuovere le tossine in eccesso in quanto assorbite da parte del fango e rimosse al momento del lavaggio; facile applicabilità; risultati visibili in tempi più brevi.
Com’è fatto un fango? Si compone di una parte liquida rappresentata solitamente da acqua termale, una parte solida predominante di argilla e sostanze organiche e, infine, attivi dall’effetto drenante, snellente, tonificante, detossificante oltre che benefici sulla circolazione. Gli attivi sono una condizione necessaria all’ottenimento degli effetti benefici del fango. Di seguito ne elenchiamo alcuni con le loro proprietà in breve, così da poter acquistare quello più adatto alle proprie esigenze:
- Caffeina, noto drenante
- Argilla verde, effetto detox (elimina le impurità)
- Estratto di semi di ippocastano, decongestionante e vasoprotettore
- Sali minerali e iodio, promuovono lo scambio osmotico (risultato: l’eliminazione dei liquidi in eccesso)
- Alga laminaria, snellente e riduce gli inestetismi
- Salvia, antinfiammatorio naturale
- Coccoloba uvifera, agisce sul grasso in eccesso
- Argilla bianca, azione drenante (assorbe i liquidi in eccesso), lipolitica (“scioglie i grassi”), astringente e purificante
Dopo averne visto la composizione e saputo interpretare l’Inci è possibile fare un’ulteriore precisazione, distinguendo i fanghi a “caldo” e a “freddo”. I fanghi a caldo hanno un’azione “d’urto”: agiscono in tempi più brevi mediante sviluppo di calore. Le temperature sviluppate possono raggiungere i 40-45°C, il periodo di posa necessario è di circa 15 minuti e gli attivi riescono a penetrare meglio e in profondità. I fanghi a freddo, non lavorando mediante termogenesi, richiedono tempi di posa più lunghi (dai 40 ai 50 minuti) e hanno effetto vasocostrittore e rinfrescante, sono più delicati rispetto ai fanghi a caldo.
Come vanno applicati? Si consiglia l’uso dopo una doccia calda, ancor meglio se accompagnata da uno scrub, così che la pelle si presenti più ricettiva verso gli attivi del fango. L’applicazione, fatta possibilmente con movimenti circolari, deve avvenire dal basso verso l’alto. Il fango può essere seguito dall’applicazione di una crema dai medesimi effetti per favorirne ancor più i benefici. I soggetti con pelli sensibili e fragilità capillare, così come coloro che hanno problemi a carico della tiroide, prima di testare un prodotto dovrebbero specificare al proprio farmacista tali problematiche per evitare di accentuarle. La frequenza di applicazioni dipende dal tipo di prodotto scelto, ma nella maggior part dei casi va via via riducendosi di settimana in settimana. L’impiego di bende o anche della comune pellicola da cucina come copertura della zona in cui il fango è stato applicato ne favorisce la penetrazione e gli effetti, evitando ad esempio per i fanghi a caldo la dispersione di calore.