Le discromie iperpigmentate o macchie cutanee affliggono buona parte della popolazione, uomini e donne, giovani e anziani. Questa problematica può insorgere per diverse cause: l’avanzare dell’età, l’eccessiva e scorretta esposizione ai raggi Uv, l’utilizzo di farmaci foto sensibilizzanti che vanno dai comuni antibiotici agli antiepilettici, i fattori ormonali, in quanto è nota l’influenza di estrogeni e progestinici sulla produzione di melanina ed è pertanto consigliata particolare attenzione alle donne in gravidanza, l’iperpigmentazione post infiammatoria, ovvero generata da ferite, scottature, acne e psoriasi. Ma se un tempo queste macchie rappresentavano fonte di insicurezza in chi ne era portatore, non essendovi adeguati mezzi per prevenirle, ma soprattutto trattarle, oggi esistono varie soluzioni che andremo ad analizzare.
Prima di esaminare i trattamenti utili a debellare le macchie cutanee, cerchiamo di comprendere di cosa si tratta. Il termine iperpigmentazione fa immediatamente pensare a una eccessiva e anomala produzione di melanina, ovvero quel pigmento responsabile della colorazione di cute capelli e occhi in specifiche zone del corpo. Queste zone corrispondono spesso alle aree del corpo maggiormente esposte al sole e quindi stressate dai raggi Uv, ovvero mani, viso, collo e decolté. Le macchie, di forma e dimensione svariate, possono essere più o meno diffuse e visibili. Vediamo dunque come agire sia in via preventiva sia post insorgenza. In prevenzione è possibile agire sostanzialmente adottando due semplici accorgimenti quotidiani:
- applicazione di fattori di protezione adeguati al tempo di esposizione solare, fototipo e stagione;
- utilizzo di creme o detergenti esfolianti, al fine di rimuovere lo strato “morto” superficiale dell’epidermide.
Per ciò che concerne il trattamento curativo, nonché risolutivo, le strade da poter intraprendere sono diverse. Prima di tutto, è necessario sicuramente rivolgersi a un esperto in ambito dermatologico per comprendere la gravità del problema. Potrebbe essere necessario, infatti, proiettarsi verso trattamenti facenti parte della sfera della medicina estetica ed effettuati dunque da chi ha competenza tramite: terapie laser, che sono tra le più precisi e risolutivi, peeling chimici, che prevedono l’impiego di acidi a diverse concentrazioni a seconda delle esigenze del paziente, luce pulsata e radiofrequenza. Andando invece ad analizzare le sostanze presenti in prodotti acquistabili in farmacia è possibile individuarne diversi efficaci, anche se alcuni sono ormai obsoleti o non più commercializzati, a seguito dello studio dei loro effetti collaterali.
Per lungo tempo la soluzione è stata rappresentata dall’idrochinone o dalla sua fonte naturale, l’arbutina, che si è visto esser fortemente irritanti per la cute. Oggi è stato dimostrato che il b-resorcinolo è efficace nel ridurre la produzione di melanina, attenuando dunque le macchie in poche settimane di impiego, oltre a non causare irritazioni post utilizzo. Questo, come altre sostanze depigmentanti, va applicato la sera. Di giorno, oltre al filtro solare, è possibile applicare nelle zone di interesse sieri a base di sostanze antiossidanti o leggermente schiarenti come la vitamina C. La combinazione con prodotti esfolianti, che favoriscono l’ossigenazione dei tessuti e il rinnovamento cellulare, rendendo la pelle più luminosa e anche più ricettiva all’impiego ad esempio di creme idratanti, è sicuramente la soluzione migliore per l’ottenimento di un buon risultato anche in tempi brevi.