Nel 1565 Giordano Bruno iniziò a seguire il noviziato per essere poi promosso, l’anno dopo, agli ordini sacri e poter prendere l’abito di frate domenicano. Questo percorso lo portò a diventare professo, titolo che indica l’avvenuta professione solenne dei voti, celebrata nella basilica di San Domenico Maggiore, chiesa monumentale di Napoli situata nell’omonima piazza in pieno centro storico napoletano. Centro storico che, tutti gli anni, rappresenta anche la sede principale del Maggio dei Monumenti, l’ormai tradizionale rassegna culturale promossa dall’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli fin dal 1995, dopo il successo del format Monumenti porte aperte organizzato per tre anni, dal 1992, da Mirella Barracco e dalla Fondazione Napoli 99.
Da allora, tutti gli anni, nell’arco del mese di maggio il cuore di Partenope è animato da un ricco calendario di eventi come visite guidate, concerti, attività teatrali, mostre e iniziative di vario genere. Stavolta, però, a causa del particolare momento storico e dell’emergenza sanitaria ancora in atto, la kermesse si svolgerà interamente on-line. Come ogni anno, comunque, anche in quest’occasione l’amministrazione comunale ha individuato un tema come fulcro intorno al quale strutturare la rassegna, che nel 2020 intende rafforzare ancora di più il legame tra la città di Napoli e la figura di Giordano Bruno. Ecco quindi l’origine del titolo, dedicato proprio al filosofo nato a Nola: Giordano Bruno 20/20: la visione oltre le catastrofi.
Si tratta di una dedica sentita a un filosofo, scrittore e pensatore eclettico come pochi altri, autore di innumerevoli tesi scientifiche, teologiche e filosofiche, che inquietarono così profondamente l’ortodossia cattolica da spingere il tribunale dell’Inquisizione a scomunicarlo, incarcerarlo, giudicarlo eretico e a condannarlo al rogo. Nonostante interminabili processi e audizioni, Bruno scelse di non ritrattare mai nessuna delle sue convinzioni. Vissuto nel Diciassettesimo secolo, Giordano Bruno è più che mai fautore di un pensiero moderno, sopravvissuto alla sua morte e che ha aperto le menti di tante generazioni successive. Distrusse le barriere di un pensiero centralizzato, facendo scoprire le caratteristiche molteplici dell’universo nascoste, fino a quel momento, dal proverbiale velo di Maya.
Restando in tema di filosofia e di grandi pensatori, la rassegna non potrà fare a meno di tributare un doveroso e sentito omaggio al filosofo Aldo Masullo, grande studioso tra l’altro proprio di Giordano Bruno e cittadino onorario di Napoli. A lui, infatti, sarà dedicata la giornata inaugurale della manifestazione, sabato 2 maggio, con interventi in video del ministro dell’Università e della ricerca Gaetano Manfredi, del sindaco di Napoli Luigi de Magistris, dell’assessore alla Cultura e al Turismo Eleonora de Majo. Infine, ci sarà l’intervento anche di Nuccio Ordine, professore ordinario di letteratura italiana all’università della Calabria, che sarà in diretta con una lectio dal titolo La filosofia come maniera di vivere: Masullo lettore di Bruno. Agli interventi, seguiranno una serie di contributi video sulla figura del filosofo.
Sarà, in ogni caso, un’edizione certamente particolare e unica nel suo genere, questa del Maggio dei Monumenti 2020, in programma dal 2 al 31 maggio secondo le nuove modalità dettate dall’emergenza Covid-19, con tutti gli appuntamenti diffusi on-line attraverso i canali social ufficiali dell’assessorato su Facebook e Instagram. A seguito del diffondersi dell’epidemia Covid-19, sono state innumerevoli le sospensioni di manifestazioni, eventi e spettacoli di qualsiasi natura, a causa dell’inevitabile affollamento di persone che non consentirebbe il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale. Ma l’importanza del Maggio dei Monumenti per Napoli, in termini di immagine e promozione del suo brand, è tale che una rinuncia all’evento sarebbe stata impensabile.
L’assessorato alla Cultura e al Turismo, quindi, ha lavorato per ridefinirne l’organizzazione e lo svolgimento, arrivando a rimodulare la manifestazione in un programma di attività artistico-culturali che dovrà sì declinare l’attualità del pensiero e della parola di Giordano Bruno, ma lo farà, come detto, on-line sui canali social dell’assessorato. A dirla tutta, questa modalità “a distanza” è un esperimento vincente, attivo già dal 9 marzo, fin dal principio del lockdown, col palinsesto quotidiano intitolato #Nonfermiamolacultura che, in meno di due mesi, ha raggiunto circa 2 milioni e mezzo di visualizzazioni e ha visto la partecipazione di centinaia di artisti e personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo.
Per tutto il mese di maggio, dunque, i luoghi monumentali della città, noti e meno noti, apriranno le loro porte per far entrare virtualmente tutto il pubblico collegato sul web. E sarà così che tanti templi della cultura napoletana come la Certosa e Museo di San Martino, il convento di San Domenico Maggiore, la chiesa di San Severo al Pendino in via Duomo, l’osservatorio astronomico di Capodimonte, il Cimitero delle fontanelle, il Maschio angioino e il museo ferroviario di Pietrarsa si riempiranno, dal 2 al 31 maggio, di artisti e performer che s’esibiranno nel pieno rispetto delle norme di sicurezza vigenti. Per bypassare l’innaturalezza di un pubblico costretto nelle proprie abitazioni dal distanziamento sociale, il Maggio dei Monumenti 2020 promuoverà un vero e proprio avvicinamento social.
Saranno circa un centinaio gli eventi che andranno a riempire il mese di maggio, divisi in monologhi (Rosaria De Cicco, Roberto Azzurro, Lalla e Raffaele Esposito, Enrico Vulpiani) e rassegne teatrali (curate da Il pozzo e il pendolo, Teatri in gestazione, Teatro dell’osso), performance musicali (da quelle a cura di Nomea ambientate a Palazzo Venezia a 4 raw city sound a San Domenico Maggiore, le villanelle di Marina Bruno e Peppe Di Capua, la musica popolare di Mimmo Maglionico e i Pietrarsa) e di danza, oltre a numerosi contributi accademici di studiosi di Giordano Bruno. Ci sarà, inoltre, anche una programmazione specifica dedicata all’infanzia a cura de Il Teatro nel baule, I Teatrini e Nwm Network.
“Il Maggio dei Monumenti napoletano – spiega il sindaco di Napoli Luigi de Magistris – si prepara a vivere un’edizione del tutto inconsueta. Abbiamo ritenuto importante, in tutto questo periodo strano e doloroso, che la cultura mantenesse accesa la sua benefica fiammella. La cultura rappresenta il luogo simbolico dei nostri sogni e della nostra identità collettiva; in questo momento più che mai può essere il caleidoscopio che ci permette di alzare lo sguardo verso l’orizzonte del futuro”. Il sindaco, poi, spende qualche parola anche sulla figura del filosofo e pensatore campano, sottolineando che era stato deciso già da alcuni mesi di “dedicare l’edizione 2020 a Giordano Bruno e al suo sguardo visionario che supera i limiti della propria epoca. Magari adesso – aggiunge – quei ragionamenti ci aiuteranno ad attraversare questo tempo difficile, riflettendo sulle disfunzioni e sulle contraddizioni della nostra cosiddetta società del benessere”. Non poteva mancare anche un pensiero a Masullo, scomparso nei giorni scorsi. “L’apertura del Maggio dei Monumenti – precisa il sindaco – è intitolata alla memoria del grande filosofo Aldo Masullo, che da pochi giorni ha concluso la sua esperienza terrena. Facciamo uno sforzo di buona volontà perché la sua potente lezione morale, la sua eredità intellettuale e la sua straordinaria testimonianza di passione civile restino più a lungo possibile con noi”.
A fare il pari con le parole del sindaco de Magistris, arrivano le dichiarazioni di Eleonora de Majo, assessore alla Cultura e al Turismo: “Forte ho sentito fin da subito la necessità di non saltare questo storico appuntamento culturale a cui la città è affezionata e che ha fatto conoscere il nostro patrimonio storico-artistico ben oltre i confini cittadini. Per questo abbiamo lavorato per declinare il Maggio dei Monumenti nelle forme e nei modi possibili dettati da questo tempo assurdo”. L’assessore, poi, offre una sua opinione sull’evento imminente e sul significato che porta con sé la dedica a Giordano Bruno: “Nonostante le difficoltà a incontrarci e a confrontarci di persona, il programma è frutto di un lavoro condiviso sul territorio e con gli artisti, le associazioni e gli enti culturali cittadini. Ancora non possiamo tornare a occupare i luoghi della cultura fisicamente ma questo Maggio ci darà una buona occasione per rivivere virtualmente il nostro patrimonio monumentale, valorizzato dalle performance degli artisti. Questo Maggio dei Monumenti – conclude Eleonora de Majo – si è trasformato in un grande laboratorio sulla visione del futuro. Proviamo a usare Bruno come lente di ingrandimento per leggere meglio il tempo presente e orientare il passo da intraprendere domani”.
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