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Home Cronaca

Marigliano, sequestrata azienda: operava da 30 anni senza autorizzazioni

Emanuele Di Donato di Emanuele Di Donato
12 Maggio 2020
in Cronaca
azienda

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Trent’anni di operato senza alcuna autorizzazione ambientale. Il triste e pericoloso record appartiene a un’azienda abusiva di Marigliano, città napoletana a nord del Vesuvio, nel Nolano. Nel corso di un’operazione di sicurezza ambientale, i carabinieri forestali, in collaborazione con i militari della locale stazione di Marigliano, hanno sequestrato l’azienda e denunciato il titolare. I due equipaggi hanno controllato un opificio che trattava materiale ferroso e hanno scoperto che era privo, ormai da decenni, delle documentazioni in materia ambientale. La vasca di raccolta dei reflui era colma di liquidi e non c’era il minimo rispetto per le corrette procedure di smaltimento dei rifiuti. Il titolare dell’azienda è stato denunciato per smaltimento illecito, gestione illecita, abbandono di rifiuti ed emissioni in atmosfera senza le prescritte autorizzazioni.

I controlli alle aziende da parte dei carabinieri del comando provinciale di Napoli si sono estese anche in altre zone della provincia napoletana, in particolar modo a Casalnuovo di Napoli, comune confinante con i territori di Volla, Sant’Anastasia e Pollena Trocchia. Le operazioni di ispezione nelle imprese produttive hanno consentito ai carabinieri della locale tenenza, in collaborazione con i militari del Nas, di scoprire nel deposito di una ditta locale ben novemila mascherine di protezione. Il materiale era di produzione estera e non conforme alle normative di legge ed è stato tutto sequestrato e sottoposto a controllo.

Le mascherine scoperte nel deposito erano prive del marchio di certificazione Ce e non rispettavano nemmeno i requisiti imposti dalle regolamentazioni sanitarie. Quelli che stavano per essere venduti come dispositivi di protezione individuale, in realtà, non avevano dunque nessuna funzione di protezione e, anzi, avrebbero potuto causare danni ulteriori. Secondo gli accertamenti delle forze dell’ordine, infatti, le mascherine non erano in grado di garantire una filtrazione efficiente e, una volta immesse sul mercato, avrebbero creato pericoli per la salute dei clienti. Il rappresentante legale della società è stato sanzionato amministrativamente per circa 1000 euro, secondo quanto previsto dal codice di consumo.

 

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