Un mercatino completamente abusivo, organizzato in un vicoletto nei pressi di piazza Garibaldi, a Napoli. È quanto scoperto dai carabinieri della compagnia Napoli Stella in una zona, quella compresa tra Porta Nolana e la stazione ferroviaria, da sempre soggetta a fenomeni simili e, per questo, oggetto di monitoraggio costante da parte delle forze dell’ordine. L’operazione, in questo caso, è avvenuta in via Pica, all’angolo con via Castromediano. A mettere su il mercatino, in questo caso, erano state delle persone originaria dell’Europa dell’est: gli uomini dell’Arma hanno identificato in totale 63 persone e controllato 23 veicoli, 8 dei quali sono stati poi posti sotto sequestro.

Sempre a Napoli, lo scorso 17 febbraio un mercato domenicale improvvisato era stato scoperto tra via Marvasi, via Di Lorenzo e via Conforti, nel quartiere Vasto. Con un blitz che aveva coinvolto un ingente numero di uomini e mezzi, il quartiere a ridosso della stazione centrale partenopea aveva subìto l’intervento massiccio delle forze dell’ordine, che avevano controllato anche numerosi locali etnici presenti nella zona. Nell’area sottoposta a controllo, erano decine gli abusivi e gli ambulanti che, prelevati capi d’abbigliamento e oggetti di varia natura dai cassonetti dell’immondizia, rivendevano quanto recuperato perlopiù a cittadini extracomunitari. Per sgomberare il suq non autorizzato erano intervenuti i carabinieri della compagnia Stella, insieme a quelli del reggimento Campania e del Nas di Napoli. All’arrivo dei militari, tuttavia, i diversi e numerosi venditori erano scappati, lasciando in strada solo rifiuti. Ultimato lo sgombero, i militari avevano controllato alcune attività commerciali etniche della zona. Un ristorante indiano era stato sanzionato perché carente sotto il profilo igienico sanitario: molti alimenti conservati nei frigo erano in cattivo stato di conservazione e privi di indicazioni sulla tracciabilità. Il titolare, un 36enne di origini pakistane, era stato multato per 3.000 euro. Una multa salata era scattata anche per un minimarket gestito da un uomo di origini singalesi. Alcuni alimenti in vendita non riportavano le previste indicazioni sull’origine e sulla filiera produttiva.

