Un risarcimento milionario per una storia che non sembra voler giungere verso una conclusione definitiva. Si arricchisce di un nuovo capitolo la già lunga controversia fra ambulanti e istituzioni legata al trasferimento del mercato bisettimanale di Avellino, a più di un mese da quel 4 gennaio scorso in cui, con un’ordinanza del sindaco del capoluogo irpino Gianluca Festa, si sospesero le attività della storica fiera di Piazzale degli irpini per fare spazio alla realizzazione di un nuovo terminal per gli autobus.
Le bancarelle, di conseguenza, avrebbero dovuto essere ricollocate in una location alternativa, che il Comune aveva individuato nell’area di Campo Genova. Quello spostamento, tuttavia, non è ad oggi avvenuto: i ritardi di cantiere nei necessari lavori di adeguamento del luogo prescelto impediscono ancora ai mercatali di riprendere le usuali attività di vendita, con un danno economico consistente per quei nuclei familiari che dal mercato irpino traggono il necessario per il proprio sostentamento economico.
Date le circostanze delicate, una prima stima del danno e una conseguente richiesta di risarcimento non hanno tardato ad arrivare: è stata quantificata in tre milioni di euro la somma che i circa seicento venditori coinvolti ritengono di aver perduto complessivamente, in dieci giornate di lavoro saltate, a causa delle inadempienze del Comune. Promotrice della richiesta di esborso è l’associazione nazionale ambulanti, che tramite il segretario Marrigo Rosato ha annunciato, inoltre, di aver depositato al Tar di Salerno un ricorso contro l’intera operazione voluta dall’amministrazione irpina: gli ambulanti del mercato, infatti, hanno dichiarato di non voler prendere parte alle attività mercatali di Campo Genova, designando come naturale sede della fiera il tradizionale slargo antistante lo stadio Partenio. Secondo Rosato, infatti, la nuova sede del mercato bisettimanale offrirebbe spazi non sufficienti ad accogliere tutti gli ambulanti in possesso di regolare licenza, cosa che, teme il segretario, potrebbe portare allo sfoltimento da parte del primo cittadino di tutti quei mercatali non in regola con i pagamenti dei tributi.