È netta la presa di posizione di Vincenzo De Luca sulla questione della ripresa generalizzata della mobilità tra le diverse regioni d’Italia, prevista a partire dalla prossima settimana. Il presidente della Regione Campania, infatti, pur ribadendo la piena collaborazione per garantire l’unità nazionale e l’assoluta solidarietà verso le regioni che ancora registrano un numero importante di nuovi positivi, esprime serie perplessità sulla prospettiva di una ripartenza totale in un momento in cui la mappa del contagio non risulta ancora pienamente omogenea. “Abbiamo riconfermato la nostra solidarietà incondizionata ai nostri concittadini della Lombardia e al presidente Fontana rispetto ad aggressioni che nulla hanno a che vedere con un dibattito politico e di merito civile”, precisa De Luca in apertura della sua dichiarazione pubblicata sulla propria pagina Facebook. “Noi non abbiamo dimenticato neanche per un attimo, la tragedia immane che ha colpito tanti territori lombardi e tante famiglie. Ciò premesso – prosegue il presidente – riteniamo di dover sottolineare che davvero non si comprende quali siano le ragioni di merito che possono motivare un provvedimento di apertura generalizzata e la non limitazione della mobilità nemmeno per le province ancora interessate pesantemente dal contagio“.
Una misura che, secondo De Luca, potrebbe sottendere l’esistenza di condizionamenti esterni più che una reale presa di coscienza della situazione attuale. “Si ha la sensazione – sottolinea – che per l’ennesima volta si prendono decisioni non sulla base di criteri semplici e oggettivi ma sulla base di spinte e pressioni di varia natura. Si poteva decidere semplicemente, togliendo i nomi delle regioni, che i territori nei quali nell’ultimo mese c’era stato un livello di contagi giornalieri superiore a un numero prefissato – suggerisce il presidente della Campania – fossero sottoposti a limitazioni nella mobilità per un altro breve periodo”. De Luca conclude sottolineando ancora una volta che, se fosse la regione Campania ad avere ancora oggi un livello di contagio elevato, egli stesso non esiterebbe a chiedere in prima persona, per un dovere di responsabilità nazionale, una limitazione della mobilità per i suoi concittadini. “Valuteremo le decisioni del governo – chiosa – se e quando saranno formalizzate. Adotteremo, senza isterie e in modo responsabile, insieme ai protocolli di sicurezza già vigenti, controlli e test rapidi con accresciuta attenzione per prevenire per quanto possibile, il sorgere nella nostra regione di nuovi focolai epidemici”.

