Continua il duro “botta e risposta” a suon di ordinanze sulla regolamentazione della movida a Napoli tra il governatore della Campania Vincenzo De Luca e il sindaco del capoluogo partenopeo Luigi de Magistris. Nella giornata di ieri, infatti, il presidente della Regione aveva emesso un’ordinanza che prevede il pugno duro contro i locali della movida, con particolare riferimento agli orari di chiusura e alle regole per la vendita di alcolici. Non s’era fatta attendere la reazione del sindaco di Napoli che, sempre ieri ma in serata, aveva a sua volta annunciato una contro-ordinanza meno restrittiva rispetto a quella della Regione. Ma oggi è arrivata la risposta durissima di De Luca, che ha scritto a prefetto, questore e comandante della polizia municipale di Napoli, definendo il provvedimento del sindaco “palesemente illegittimo“.
A scontrarsi tra loro attraverso le due ordinanze, dunque, sono soprattutto due visioni differenti della gestione della crisi epidemiologica: da un lato, quella di De Luca, autore della linea dura e della “tolleranza zero”; dall’altro, invece, c’è la linea morbida di de Magistris, probabilmente più sensibile alle esigenze dei giovani che popolano ventiquattro ore su ventiquattro le strade e le piazze di una tra le città più giovani d’Italia, ma al tempo stesso sensibile anche a un dato importante: ben il 40% del Pil della città ruota intorno al comparto dei locali e del food e un prolungarsi della crisi potrebbe avere conseguenze catastrofiche sull’intero settore, con la chiusura di centinaia di esercizi commerciali e la perdita di migliaia di posti di lavoro legati all’indotto. “È necessario un patto per Napoli, non scritto, tra cittadini, operatori economici e istituzioni tutte – ha scritto il sindaco su Facebook – per affrontare insieme la pandemia sanitaria e l’epidemia sociale ed economica. L’amministrazione si fida dei napoletani. La nostra visione è di rilanciare insieme la città. Responsabilizzazione e non colpevolizzazione delle persone. Però chi sbaglia paga, perchè mortifica la responsabilità e la correttezza di tanti. […] Le istituzioni tutte devono cooperare in maniera leale tra loro. I sindaci hanno visto riconosciuto dal presidente del Consiglio, nella riunione di giovedì, il loro diritto-dovere di intervenire con provvedimenti, in questa Fase 2, per la necessaria rinascita dei loro territori. […] Il nemico non è il napoletano, il cittadino, il giovane, il commerciante o i sindaci sinora abbandonati, senza più un euro in cassa. Il nemico è il virus che la nostra città ha affrontato benissimo; il nemico è il dramma sociale, economico e lavorativo che può causare dalle nostre parti – ha concluso de Magistris – più morti del Covid-19; il nemico è la criminalità che approfitta se il Governo è lento. Napoli lotta, resiste e combatte“.

