Aveva creato confusioni e ambiguità nel capoluogo partenopeo la “guerra delle ordinanze” scoppiata, negli ultimi giorni, fra il presidente Vincenzo De Luca e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Lo scorso 29 maggio, infatti, il presidente della Regione aveva emesso un’ordinanza che poneva forti restrizioni all’attività dei locali della movida campana, limitando gli orari di apertura e stabilendo regole per la vendita di alcolici. Non s’era fatta attendere la reazione del sindaco di Napoli che, a distanza di poche ore, aveva a sua volta annunciato una contro-ordinanza con disposizioni meno stringenti, in aperta contraddizione con quanto disposto dal governatore. A dirimere la questione è arrivata, oggi, la decisione del Tar della Campania, che ha sospeso l’ordinanza comunale con cui il primo cittadino partenopeo aveva di fatto prolungato gli orari della movida notturna su tutto il territorio del capoluogo. Contro la decisione del Comune di Napoli si era, infatti, scagliato duramente lo stesso De Luca, il quale aveva presentato un ricorso d’urgenza e scritto una lettera a prefetto, questore e comandante della polizia municipale di Napoli, definendo il provvedimento del sindaco “palesemente illegittimo“.
Il decreto cautelare di oggi, a firma del presidente Salvatore Veneziano, ha quindi accolto la richiesta dell’ufficio legislativo della Regione Campania. I giudici ritengono infatti che l’attuale contesto sanitario possa essere consistentemente aggravato da una “situazione di incertezza” causata da disposizioni in contrasto fra loro e, in aggiunta, ritengono potenzialmente pericoloso lo spostamento verso il capoluogo di persone residenti in altre città campane, che potrebbero essere attirate a Napoli dalla prospettiva di regole meno rigide. In un’intervista rilasciata a MicroMega, Luigi de Magistris aveva ribadito la necessità di restituire centralità ai sindaci, i quali secondo il primo cittadino partenopeo si trovano oggi a essere esautorati dei loro poteri, sostituiti nella gestione delle attività dai presidenti di Regione. De Magistris aveva parlato senza mezzi termini di un “disegno eversivo dell’ordine costituzionale”, evidenziando come lui e i suoi colleghi si trovino oggi ridotti a essere trattati come amministratori di condominio oppure, con un chiaro riferimento al presidente De Luca, come vicesceriffi dei governatori.

