Di solito la merce sequestrata, soprattutto se si tratta di abbigliamento contraffatto, va al macero e non viene riutilizzata in altro modo. Questa volta, invece, c’è stato un cambio di destinazione. Un gesto da seguire e magari da imitare, quando ci si trova di fronte a simili opportunità, che nascono da un fatto illegale e si trasformano in occasione di beneficenza e generosità verso il prossimo.
Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, con un provvedimento innovativo, ha disposto la trasferimento a un istituto di beneficenza di diversi giubbotti contraffatti sequestrati giorni fa dalla polizia ferroviaria della stazione partenopea.
In particolare, il magistrato, al posto della consueta distruzione della merce, ha disposto la rimozione delle etichette griffate di un noto brand e la conseguente donazione di anonimi, ma efficienti, capi di abbigliamento a chi ne ha bisogno. L’abbigliamento, che avrebbe dovuto essere distrutto, ha avuto, quindi, una nuova vita. Sicuramente chi ne è venuto in possesso è rimasto contento del dono, che ha reso felici tante persone più sfortunate che hanno sofferto il freddo di questi giorni.
Gli agenti del compartimento di polizia ferroviaria per la Campania, dopo aver rimosso con certosina pazienza tutte le etichette e avendo cura di non compromettere la piena utilizzabilità dei capi, si sono recati presso il centro “AbitiAmo” San Giuseppe Moscati della comunità parrocchiale San Gennaro al Vomero, dove il parroco, don Massimo Ghezzi, li ha accolti con caloroso affetto. Don Ghezzi ha ringraziato le istituzioni per il sostegno alle proprie attività caritatevoli, auspicando che anche per il futuro determinati capi di abbigliamento, anziché andare al macero, possano essere donati ai bisognosi.
Un nuovo modo, quindi, di riutilizzo di cose e oggetti, altrimenti destinati alla distruzione. Una nuova vita per questi capi di abbigliamento, utilizzati in modo da dare aiuto e conforto a chi non può permettersi riparo dal freddo. E anche un’opportunità per la polizia ferroviaria di essere utile alla comunità, non solo grazie al lavoro di prevenzione e controllo attuato quotidianamente, ma anche con gesti che mostrano il meglio della solidarietà verso chi vive in uno stato di indigenza.