Gli agenti di polizia del commissariato di Napoli hanno arrestato questa mattina Alfredo Russo, fratello di Ugo Russo, quindicenne napoletano che fu ucciso la notte del 29 febbraio 2020 con tre colpi di pistola sparati da un carabiniere fuori servizio nel corso di un tentativo di rapina, consumatosi ai suoi danni all’altezza di via Santa Lucia e finito nel sangue. Il diciottenne, fratello della vittima, avrebbe aggredito i poliziotti con calci e pugni mentre questi erano intenti a perquisire l’edicola votiva dedicata al giovane edificata abusivamente nel cuore dei Quartieri spagnoli in cerca di droga e di armi potenzialmente nascoste al suo interno. Alfredo Russo, già con precedenti di polizia a suo carico nonostante la giovane età, è stato pertanto bloccato dalla polizia e arrestato conseguentemente con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Non è la prima volta che parenti e familiari del giovane ucciso a Napoli restano coinvolti in episodi criminosi più o meno gravi. Già in occasione della morte di Ugo dopo il ricovero all’ospedale Pellegrini, infatti, vi fu un raid vendicativo condotto dai suoi parenti, che devastarono letteralmente il pronto soccorso del nosocomio partenopeo. In quella tragica notte, durante la quale vennero picchiati medici e infermieri, morì anche Irina, giovane ragazza di origini ucraine massacrata di botte dal suo compagno, la quale non poté essere soccorsa dai medici a causa delle violente aggressioni subite. Le indagini successive portarono all’arresto di sette persone, tutte residenti nei Quartieri spagnoli e accusate di devastazione e saccheggio, interruzione del servizio di pubblica utilità, violenza privata e resistenza a pubblico ufficiale, il tutto aggravato dal metodo mafioso. Le violenze perpetrate dai familiari della vittima proseguirono anche nel mese successivo, in occasione dei funerali del giovane, quando si verificarono scontri e tafferugli tra i parenti di Ugo e le forze dell’ordine in quanto il corteo funebre non era stato autorizzato per via dell’epidemia da Covid-19.


