L’odissea infinita della Linea 1 della metropolitana di Napoli. Un calvario che l’incidente dello scorso 14 gennaio ha reso ancora più doloroso, soprattutto per gli utenti. Anche oggi, l’interruzione quotidiana è puntualmente arrivata, con i passeggeri del treno partito alle 7,50 da Piscinola costretti a rimanere all’interno dei vagoni per 40 minuti, causa un guasto tra le stazioni di Montedonzelli e Medaglie d’oro.
Il convoglio fermo nel buio della galleria e molti dei viaggiatori colti da malore. Una volta ripartito, il treno è stato fermato a Medaglie d’oro, le persone costrette a scendere e aspettare la corsa successiva. Nel frattempo circolazione bloccata su tutta la linea e disagi per i pendolari, con lavoratori e studenti arrabbiati per l’ennesimo disservizio sulla strada ferrata gestita dall’Anm. Intorno alle 11 la Linea 1 è tornata attiva sull’intero percorso.
Questa è la seconda interruzione da quando, sabato scorso, l’azienda ha riaperto l’intera tratta Piscinola-Garibaldi, dopo l’incidente che ha coinvolto tre treni e sul quale sta ancora indagando la magistratura. Proprio sabato, il primo treno che ha ripreso la circolazione sull’intero percorso alle 06,30, ha subito un guasto, rientrando immediatamente in deposito. Un secondo convoglio neanche partito, perché non aveva ancora l’autorizzazione del ministero dei traporti. Sino al 13,30, per i pochi treni disponibili, l’Anm è stata costretta a far terminare la tratta con partenza da Piscinola, alla stazione di Dante. La prima corsa con destinazione Garibaldi è ripartita alle 13,40.
Due casi in pochi giorni che hanno messo in evidenza una realtà da tempo sottaciuta e uscita fuori proprio con l’incidente del 14 gennaio: la mancanza di treni. Già prima dello scontro, circolavano solo 8 convogli, di cui 1 lavorava esclusivamente negli orari di punta della mattina, poi tornava in deposito. Dopo l’incidente i treni sono ulteriormente diminuiti.