Sono 40 i chili di carne di pollo e di tacchino sequestrati dai carabinieri del Nas di Napoli, perché in cattivo stato di conservazione. Gli alimenti erano stoccati in un centro di accoglienza per richiedenti asilo di Posillipo ed erano destinati alle persone ospitate. Al legale rappresentante dell’associazione che gestisce il centro sono state contestate violazioni amministrative per un importo di circa 5mila euro. È stato, inoltre, diffidato a sanare le carenze igienico sanitarie del centro di accoglienza.
Il mese scorso, invece, i carabinieri di Grumo Nevano insieme al personale specializzato dell’ Asl Napoli 2 Nord, hanno denunciato un trentacinquenne di origini bengalesi titolare di un negozio di vendita di generi alimentari in via Roma. Trovati vari ortaggi privi di qualsivoglia informazione utile ai fini della tracciabilità e della carne in cattivo stato di conservazione. I militari e gli ispettori sanitari hanno sequestrato i circa 90 chili di verdura e i 50 chili di carne. A carico del titolare sono state elevate sanzioni per un importo complessivo di 3.500 euro. Il negozio, invece, è stato sottoposto a sequestro.
La tutela dei consumatori e la prevenzione dei problemi di natura alimentare sono gli obiettivi che muovono la penetrante attività di controllo espletata dal comando provinciale dei carabinieri di Napoli. Di recente, i militari della stazione di Poggiomarino, in provincia di Napoli, e del nucleo antisofisticazioni e sanità di Napoli hanno sanzionato un panificio in via Passanti Flocco, gestito da un uomo di sessant’anni, al quale sono state prescritte sanzioni amministrative per l’importo di 1.500 euro. Durante la verifica, gli uomini dell’Arma hanno sequestrato 44 chilogrammi di pane, pronto per essere posto nei banchi di vendita e servito al consumatore, ma sprovvisto di qualsiasi etichettatura ed elementi per garantire la tracciabilità del prodotto stesso.
A San Giuseppe Vesuviano, i carabinieri della stazione locale, insieme al personale dell’Asl Napoli 3 Sud, durante delle ricerche finalizzate alla repressione del lavoro nero e alla tutela ambientale, hanno denunciato all’Autorità giudiziaria un uomo di 32 anni di nazionalità cinese, titolare di un opificio situato in via Zabatta. A carico dell’imprenditore sono state elevate sanzioni pecuniarie per un importo complessivo di 50mila euro. L’intera area produttiva, di 400 metri quadrati, è stata sequestrata. Nel corso dei controlli presso l’azienda, i militari dell’Arma hanno rinvenuto la presenza di un lavoratore irregolare e diverse violazioni di natura penale riguardanti la sicurezza sui luoghi di lavoro. I carabinieri infatti hanno scoperto macchinari e materiali di produzione utilizzati in maniera impropria e non seguendo le prescrizioni di sicurezza. Inoltre, le vie di fuga e i dispositivi di emergenza sono risultati inadeguati rispetto all’attuale normativa posta a tutela dei lavoratori o addirittura assenti.