L’obbligo di quarantena in casa ha reso ancora più evidenti e numerosi i casi di violenza di genere che si stanno consumando tra le mura domestiche. Nell’ultima settimana, tra Napoli e provincia, sono stati tre gli arresti effettuati e cinque le denunce esposte dai carabinieri per violenze e maltrattamenti in famiglia, dopo gli altrettanti casi di violenze sessuali consumatesi ai danni di minori e che hanno destato grosso scalpore. Ma procediamo con ordine nel descrivere i casi di violenza denunciati.
I carabinieri hanno arrestato a Pomigliano d’Arco, un sessantatreenne per aver insultato e minacciato pesantemente la moglie e le due figlie in seguito a una lite scoppiata per futili motivi. I militari hanno raggiunto l’uomo presso la sua abitazione ponendolo agli arresti per maltrattamenti. Dalle denunce presentate dalla moglie e dalle figlie è infatti emerso che l’uomo fosse già protagonista da diversi anni di violenze reiterate contro i propri familiari. Non lontano da Pomigliano, a Cimitile, nel Nolano, un cinquantaduenne è stato denunciato per maltrattamenti dalla moglie in quanto questa sarebbe stata aggredita e insultata dal marito durante una banale discussione. A Scampia invece, nella periferia nord di Napoli, i militari dell’Arma hanno denunciato un quarantatreenne con l’accusa di minacce e maltrattamenti. L’uomo infatti non avrebbe accettato la decisione della compagna di interrompere la loro relazione, minacciandola e vessandola per mesi anche in presenza del figlio minore.
Altre due violenze per maltrattamenti sono state denunciate a San Giorgio a Cremano, grosso centro cittadino dell’area est di Napoli. Una trentaseienne del posto ha denunciato ai carabinieri di essere stata presa a schiaffi e afferrata al collo dal compagno dopo una lite scoppiata per questioni futili, mentre un’altra donna ha denunciato ai carabinieri le vessazioni e i maltrattamenti subiti dal proprio figlio diciannovenne che, in preda ad un raptus, avrebbe distrutto l’abitazione nella quale madre e figlio erano conviventi. A due passi da San Giorgio, a Portici, un quarantottenne è stato denunciato per aver preso la moglie a calci e pugni. A fermarlo, prima che finisse in tragedia, il figlio ventenne. A scaturire la violenza folle dell’uomo sarebbe stata la sua gelosia morbosa e ossessiva nei confronti della donna. Intervenuti nell’abitazione, i carabinieri hanno sequestrato anche una pistola con la quale l’uomo era solito minacciare la moglie e il figlio.
Sempre nel Vesuviano, a Terzigno, un uomo è stato denunciato per aver preso a calci la moglie incinta. Il ventiquattrenne, che è stato prelevato dall’abitazione nella quale convivevano ed è stato trasferito al carcere di Poggioreale, avrebbe aggredito con violenza inaudita la compagna per questioni economiche, col chiaro intento di farle perdere il bambino. La donna, al settimo mese di gravidanza, è stata ricoverata in ospedale dove ha ricevuto 10 giorni di prognosi. Né le sue condizioni di salute, né quelle del bambino sembrano per fortuna destare preoccupazione. Infine a Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, un trentaduenne è stato denunciato per aver picchiato la moglie più volte davanti agli occhi atterriti dei figli minori. A nulla sono valse le giustificazioni della moglie che al pronto soccorso aveva riferito di essere caduta dalle scale nonostante mostrasse sul corpo e sul volto chiari segni di violenza fisica. I carabinieri hanno arrestato il marito violento portandolo via dall’abitazione nella quale i due convivevano.