Non si fermano i furbetti del reddito di cittadinanza. Nella giornata di ieri gli agenti del commissariato di San Ferdinando, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di quaranta persone indagate poiché percepivano il reddito di cittadinanza e, nel frattempo, svolgevano il “lavoro” di parcheggiatore abusivo. Durante le indagini, avviate nel dicembre 2018 e concluse esattamente un anno dopo, si è scoperto che i colpevoli svolgevano stabilmente le attività illecite in zone piuttosto frequentate di Napoli, come in via Chiatamone, Riviera di Chiaia, largo Vasto a Chiaia, via Nisco, via Orsini, via Carducci, via Fornari e anche sul lungomare Caracciolo. Dopo le verifiche effettuate presso l’Inps, in cui si evinceva che gli uomini percepivano tale reddito, è stata attivata quindi la procedura per la revoca del beneficio e la restituzione delle somme indebitamente percepite.
Anche diversi giorni fa, nel corso di un’indagine di polizia economico-finanziaria, la guardia di finanza di Napoli ha denunciato e segnalato all’Inps ventiquattro persone, di età compresa tra i venticinque e i sessantatré anni, che hanno percepito indebitamente il reddito di cittadinanza per una cifra complessiva di 267mila euro. Durante l’indagine i finanzieri del primo gruppo hanno scoperto che i ventiquattro indagati esercitavano diverse attività, per giunta illegali: erano infatti contrabbandieri di sigarette e parcheggiatori abusivi, dunque non percepivano reddito lecito. Nello specifico, i parcheggiatori abusivi sono stati scovati dalla guardia di finanza, in seguito a sopralluoghi reiterati, nel pieno delle loro attività in zone frequentate da molte persone nel centro di Napoli (nei pressi dello stadio San Paolo e nelle zone conosciute per la movida notturna come via Chiaia e via Coroglio). I contrabbandieri di sigarette sono stati invece individuati e fermati a più riprese con un notevole carico di “bionde” nelle zone del Lavinaio e del Borgo Sant’Antonio.

