Manifestazione di protesta questa mattina a Napoli, davanti alla sede della Prefettura. I protagonisti del sit in sono stati i trecento docenti, duecento dei quali campani, vincitori del concorso pubblico tenutosi del 2016. I docenti, nonostante siano risultati vincitori, sono stati poi licenziati dal loro ruolo dopo che il Consiglio di Stato ha giudicato inammissibile la loro prova poiché mancavano del titolo di accesso al concorso. I docenti non avevano conseguito l’abilitazione all’insegnamento ma avevano partecipato comunque al concorso scuola 2016, risultando vincitori con riserva. Successivamente le graduatorie sono state confermate dal Tar del Lazio, che ha dato loro ragione, diventando nell’anno scolastico 2018/2019, assunti con contratto a tempo indeterminato. Sembrava così terminata in modo positivo l’odissea per i trecento docenti che, nel frattempo, avevano cominciato a insegnare nelle scuole, prevalentemente del Nord d’Italia.
Nel 2019, però, la situazione è peggiorata di nuovo, con la decisione del ministero dell’Istruzione di fare ricorso alla sentenza emessa dal Tar del Lazio. I giudici del Consiglio di Stato, infatti, il 13 novembre 2019 hanno giudicato inammissibile la prova svolta dai docenti perché tutti mancavano del titolo d’accesso al concorso. Un verdetto definitivo spetterà alla Corte di Cassazione ma, nel frattempo, per i trecento docenti sono scattati i licenziamenti dalle rispettive scuole in cui erano stati precedentemente assunti.

