Un’operazione imponente di lotta al traffico di droga quella che ha coinvolto, nel corso della mattinata, gli uomini della guardia di finanza del comando provinciale di Napoli. Oltre centocinquanta gli agenti scesi in campo per dare esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, a seguito di una richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea. Destinatarie della misura sono state ben ventiquattro persone, tutte parte di un’organizzazione dedita al narcotraffico che operava tra la Campania e il Lazio. Fra i fermati spicca il nome di Ciro Capasso, uno dei principali esponenti del sodalizio, considerato dagli inquirenti come un vero e proprio broker del narcotraffico in Campania: diverse inchieste precedenti avevano infatti già portato alla luce come l’uomo avesse contatti diretti con numerosi clan camorristici operanti sul territorio regionale, tra i quali si annoverano i cosiddetti scissionisti di Secondigliano e l’ala economica del clan Contini.
Posto sotto sequestro anche un’enorme partita di droga, il cui valore complessivo al dettaglio sarebbe di circa dieci milioni di euro, destinata ad essere smerciata nelle numerose piazze di spaccio site a Napoli e sul territorio delle province di Salerno e Caserta. Parallelamente alle ordinanze di fermo ed alla requisizione del carico di stupefacenti, è stata data esecuzione anche al sequestro di beni, per un valore complessivo di circa un milione di euro, tutti riconducibili ai principali arrestati. I sigilli sono scattati per sette società (tra cui quelle che gestivano i ristoranti a insegna “Tufò”), tre immobili, tredici veicoli e sessantotto rapporti finanziari sparsi sul territorio delle province di Napoli e Caserta. Sei dei nuclei familiari coinvolti nella maxi-operazione, tra cui i Capasso, sarebbero risultati essere beneficiari del reddito di cittadinanza.

