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Nasce nel Regno Unito la prima lingua sintetica stampata in 3D

L'obiettivo è creare una piattaforma di screening utile per velocizzare i tempi di sviluppo di prodotti appartenenti all’ambito nutrizionale, biomedico e clinico

Dott.ssa Lucia Santoro di Dott.ssa Lucia Santoro
1 Novembre 2020
in Rubriche, Salute e Benessere
immagine rappresentativa di lingua 3D ilCrivello.it

La realizzazione è avvenuta grazie al gruppo dell’università britannica di Leeds, guidato da Efren Andablo-Reyes, e il progetto è stato, in maniera esaustiva, spiegato sulla rivista Acs Applied Materials & Interfaces. Il lavoro non è stato semplice ed è solo l’inizio di un lungo progetto che potrebbe rappresentare una svolta in ambito non solo alimentare, ma anche e soprattutto farmaceutico. La difficoltà nella riproduzione nasce dalla complessità in struttura, bagnabilità e motilità della lingua umana. Per avere un’idea di tale complessità, basta ricordare che grazie alla lingua riusciamo ad assaporare i cibi identificandone gusto e consistenza, deglutirli, parlare. Le papille gustative sono le principali responsabili dell’attrito, nonché della regolazione della lubrificazione interna della bocca a seguito del contatto tra esse e cibi, liquidi, farmaci o prodotti per l’igiene orale.

Studiarne e replicarne i meccanismi può essere determinante nella scelta dei prodotti presenti sul mercato, in quanto sappiamo bene l’importanza della “palatabilità” a seconda della quale scegliamo un cibo piuttosto che un altro, preferiamo un vino particolare e ormai anche nella scelta dei farmaci la prima domanda che viene posta a me come ai miei colleghi farmacisti al momento dell’acquisto è: “Dottoressa, ma che sapore ha?”. Passi importanti potrebbero esser fatti lungo la strada del riconoscimento di eventuali adulterazioni di solidi o liquidi, ovvero l’identificazione di sostanze aggiunte al prodotto di partenza per migliorarne le caratteristiche organolettiche o la conservazione allo scopo di “mascherarne i difetti”. Ma come nasce questa lingua sintetica?

Nasce dalla raccolta di vere e proprie impronte in silicone di lingue umane appartenenti a 15 adulti sani, di cui 9 femmine e 6 maschi di età compresa fra i 18 e i 55 anni. Altre impronte sono state ricavate da lingue di suini. Successivamente sono state effettuate delle scansioni utilizzando uno scanner laser Artec Space Spider. Grazie a tali scansioni è stato possibile effettuare la prima ricostruzione superficiale. Si è cercato di simulare la distribuzione delle papille gustative e la lubrificazione tramite l’impiego di specifiche sostanze ottenendo la prima stampa 3D. Lo step successivo è stato rappresentato dalla simulazione della probabilità di collisione delle molecole di cibo o qualsivoglia sostanza con le papille. Altro importante fattore di valutazione è stato la deformabilità della lingua umana, la quale ne influenza le prestazioni meccaniche, tramite l’impiego di diverse componenti in silicone sottoposte a forze di compressione. La lingua sintetica in stampa 3D risulta dunque essere un punto di partenza per lo sviluppo di una piattaforma di screening utile per velocizzare i tempi di sviluppo di prodotti appartenenti all’ambito nutrizionale, biomedico e clinico in problematiche in cui ad esempio la lubrificazione orale è indispensabile. Un vero e proprio trampolino di lancio in campo medico e biomedico.

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Tags: flash
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