Ormai è un calvario senza fine la travagliata vicenda degli sfollati di via Pasquale Migliaccio a Orta di Atella, in provincia di Caserta, i quali hanno dovuto lasciare, tra giugno e luglio, le loro abitazioni a causa dell’inagibilità e del relativo crollo di una palazzina nel centro storico della città. Secondo quanto deciso dal Comune, infatti, i diretti interessati dovranno lasciare la scuola nella quale sono stati ospitati entro la giornata di giovedì 19 agosto. Inizialmente la data per abbandonare l’ex Istituto alberghiero era stata fissata per Ferragosto, ma poi, dopo una settimana di braccio di ferro tra i residenti rimasti senza casa e l’Ente comunale, la data è stata prorogata di soli quattro giorni. La decisione è stata accolta ovviamente tra l’incredulità e l’insoddisfazione degli sfollati che chiedevano termini di scadenza più lunghi, o almeno il tempo necessario trovare una nuova sistemazione.

Per loro, dunque, oltre al danno si aggiunge anche la beffa al termine di una lunga ed estenuante vicenda. Non solo il danno di aver perso la propria casa e di essere stati sistemati all’interno dell’istituto scolastico in condizioni di assoluta precarietà, ma anche la beffa di dover lasciare tra pochi giorni, nel bel mezzo del mese di agosto e in maniera coatta l’unica loro sistemazione, rimando senza un tetto sotto il quale poter vivere. Si tratta nel complesso di una situazione paradossale che ha creato parecchi malumori non solo tra gli sfollati stessi, il cui senso di rabbia e di scoramento è pienamente comprensibile, ma anche all’interno della cittadinanza, che non si sente tutelata dalle istituzioni, criticate di aver agito in maniera superficiale e approssimativa, senza comprendere la reale gravità del problema e senza tenere conto delle difficili condizioni nelle quali verserebbero gli sfollati.
I residenti di via Pasquale Migliaccio sono completamente amareggiati di fronte alla piega che sta prendendo una vicenda che sta andando avanti ormai da un mese e mezzo senza che sia stata trovata una soluzione. Secondo indiscrezioni il Comune non avrebbe le risorse necessarie per poter garantire un alloggio agli sfollati. Dal canto loro i residenti del quartiere, spinti da un forte sentimento di solidarietà e di empatia, sarebbero pronti ad accollarsi le spese dell’utenza per garantire la permanenza temporanea degli sfrattati all’interno dell’istituto in attesa di trovare un’altra sistemazione. A oggi però gli sfollati sono stati lasciati senza risposte, all’oscuro delle motivazioni reali che avrebbero spinto il Comune a chiedere lo sgombero della struttura scolastica in un periodo, tra l’altro, in cui è difficilissimo trovare case sfitte in città. Resta il fatto che i cittadini ortesi si ritrovano ancora una volta abbandonati, in balìa dell’incertezza e di un destino che definire beffardo è dire poco.

