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Home Società

Il reumatologo Angelo Spanò: “Senza il Plaquenil per i malati di artrite reumatoide c’è lo stop alla terapia”

Pier Paolo De Brasi di Pier Paolo De Brasi
14 Aprile 2020
in Società
artrite

Il dottor Angelo Spanò è un reumatologo e, prima di andare in pensione, è stato dirigente medico presso la cattedra e divisione di reumatologia e riabilitazione reumatologica presso il policlinico della Federico II di Napoli. A lui abbiamo chiesto cosa comporta per i malati di artrite reumatoide la mancanza del Plaquenil e una parola definitiva sugli effetti collaterali di questo farmaco.

Dottor Spanò perché l’idrossiclorochina, meglio conosciuta come Plaquenil, è introvabile?

“È introvabile perché impropriamente si è andati a caccia dell’ultima compressa e perché la novità dell’uso dell’idrossiclorochina per contrastare il Coronavirus ha fatto sorgere speranze. Ma per questo farmaco il concetto di auto-somministrazione non va bene. C’è chi l’ha comprato anche non avendo la ricetta, approfittando del suo basso costo e indipendentemente dalla prescrivibilità. È un farmaco che è stato indicato per la cura del Covid-19 in uso off label, cioè al di fuori delle indicazioni autorizzate per patologia o posologia. Ci deve essere l’assunzione di responsabilità, meglio se dei medici di medicina generale, ma non lo possono prescrivere, perché la prescrizione è di pertinenza delle Asl”.

Perché sarebbe meglio se fossero i medici di medicina generale a poterlo prescrivere per il Covid-19?

“In linea di massima se ci fossero delle Asl perfettamente efficienti il problema non ci sarebbe, ma se dobbiamo aspettare un ritardo istituzionale credo che sia più logico consentire la prescrizione ai medici di base. Inoltre, il medico di base conosce sicuramente meglio la storia clinica del proprio assistito e può rendersi conto se è di fronte ad una malattia conclamata o ai primi sintomi. In quest’ultimo caso non vedo alcun problema a iniziare una terapia domiciliare. Siamo di fronte a una situazione paradossale. Bisognerebbe risolvere il problema della prescrizione una volta per tutte: se deve essere il medico di medicina generale o una struttura che è al di sopra ma non conosce il paziente”.

Tornando all’uso del Plaquenil e alla sua carenza, cosa rischiano i pazienti per i quali è indispensabile, come quelli affetti da artrite reumatoide?  

“I malati di artrite reumatoide o di lupus eritematoso sistemico hanno difficoltà a trovarlo. La platea dei pazienti che usa il Plaquenil è molto ampia. Chi si sta curando con questo farmaco ha interrotto la terapia. Non è sostituibile perché c’è il rischio di una maggiore tossicità con l’uso di altri farmaci. Se non si risolve la questione in tempi brevi i pazienti rischiano di non prendere nulla. Per adesso si valuta caso per caso, per capire fino a quanto tempo se ne può fare a meno. Se il tempo si prolunga troppo allora siamo veramente in situazione allucinante. C’è la ricomparsa della sintomatologia, con dolori e rigonfiamenti alle articolazioni, modifica degli esami di laboratorio, fino alla perdita della funzionalità articolare. Una ripresa della malattia che veniva tenuta sotto controllo grazie al farmaco”.

Quali sono gli effetti collaterali per i quali il Plaquenil è stato messo sotto accusa?

“Il Plaquenil è ben tollerato dalle persone affette o sospette da Coronavirus, anche perché il dosaggio e periodo della terapia, una decina di giorni, non consentono di assumerne una quantità troppo elevata. Per l’artrite lo diamo a donne in gravidanza e a pazienti che vanno dall’età pediatrica fino agli anziani, anche per un lungo periodo di tempo. Non ho notizie di effetti collaterali gravi. Si è scritto di una temibile associazione con altri farmaci, ma siamo più sul piano teorico che su quello pratico. Non deve essere accompagnato insieme a un certo tipo di antibiotici, in quanto porterebbe a un’aritmia, ma è una percentuale irrisoria di possibilità. C’è un effetto collaterale che riguarda la retina, ma sicuramente 10 giorni di terapia non comportano alcun rischio”.

Cosa bisognerebbe fare per far tornare il Plaquenil disponibile a chi ne ha bisogno?

“Ci deve essere la disponibilità della casa farmaceutica ad aumentarne la produzione, oppure produrlo attraverso lo stabilimento chimico militare di Firenze. Nel frattempo ci vorrebbe un controllo sulle farmacie perché il farmaco non venga dilapidato”.

 

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