Una strada affollata, un cartello irriverente. Ci sono storie che, nella loro semplicità, racchiudono alla perfezione l’universo che le ha generate. Dondolanti a metà fra la banalità del quotidiano e il desueto, questi piccoli frammenti di vita che, di tanto in tanto, appaiono sul nostro cammino hanno la rara capacità di racchiudere in sé un mondo, includendo tutte le luci e le ombre che sempre accompagnano in egual misura la realtà, nelle mille pieghe del mantello che la riveste.
Non fa eccezione la singolare vicenda del cartello affisso a Napoli, in prossimità di San Gregorio Armeno, da alcuni residenti della zona i quali, stufi delle continue richieste di indicazioni dei turisti per la strada delle storiche botteghe di arte presepiale, hanno pensato di fornire in tale maniera ai visitatori le indicazioni per raggiungere il celebre vicolo, il tutto in un linguaggio che si potrebbe definire, eufemisticamente, colorito. Le reazioni dell’opinione pubblica, come spesso accade, sono state le più disparate ma i più, comprese le autorità, hanno bollato il gesto come “anti-turistico”, condannandone il linguaggio scurrile e la mancanza di garbo che, in una città che si vorrebbe definire campionessa di accoglienza, non dovrebbe mai mancare.

