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Home Politica

Sant’Antimo, Consiglio comunale sciolto per infiltrazioni camorristiche: l’opinione degli ex consiglieri comunali

Domenico Cacciapuoti di Domenico Cacciapuoti
3 Maggio 2020
in Politica
regolamento

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La relazione della Prefettura di Napoli alla base dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche del Consiglio comunale di Sant’Antimo fa emergere un quadro impietoso di un paese devastato, negli ultimi decenni, da gestioni amministrative fallimentari o condizionate da pesanti infiltrazioni camorristiche. Sulla scorta del lavoro certosino svolto dalla commissione di accesso, l’Ufficio territoriale di Governo ha motivato la proposta di scioglimento per camorra del Consiglio comunale guidato dall’ex sindaco Aurelio Russo. Il provvedimento del Prefetto di Napoli, ratificato prima dal Viminale e poi dal Consiglio dei ministri, si basa essenzialmente su un intreccio perverso tra politica, burocrazia e camorra.

I nomi sono tutti coperti da omissis, ma le vicende legate ai permessi a costruire, agli appalti, agli incarichi, ai lavori di somma urgenza e alle cronache giudiziarie ci hanno ampiamente restituito la loro identità. Figure grazie alle quali si è consumato il “sistema Sant’Antimo”. Non solo camorra quindi, ma anche scelte e azioni politiche e amministrative ritenute non corrette, finalizzate a determinare e conservare quello stato di cose che ha bollato la città con  l’etichetta di illegalità.

È importante ricordare che lo scioglimento non è un atto di accusa, ma di sicuro prova un connubio tra istituzioni e criminalità organizzata. Oggi, quindi, l’unica certezza è relativa a una responsabilità istituzionale dell’ex sindaco e della sua amministrazione, in base al giudizio del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto e allargato alla partecipazione del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, Francesco Greco e al procuratore aggiunto della Dda presso il Tribunale di Napoli, Rosa Volpe.

A Sant’Antimo, intanto, le forze politiche si dividono sui giudizi riguardanti lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale. Sulla vicenda gli ex consiglieri di maggioranza del Partito Democratico così si sono espressi: “È difficile dare un giudizio completo alla luce dei tanti omissis che non permettono di delineare tutte le questioni e persone coinvolte nel decreto. Tuttavia, quanto svelato è sufficiente a far capire che le motivazioni dello scioglimento hanno riguardato prevalentemente una macchina burocratica fortemente compromessa e che ha agito in modo parziale. Una macchina burocratica ereditata nella quasi totalità dal passato, così come molte scelte che questa parte politica ha sempre in prima linea osteggiato. Non ci tiriamo indietro e facciamo ammenda per un controllo che non si è rivelato – a quanto pare – adeguato per combattere determinate azioni. È un peso che ci portiamo come quello di non avere avuto la forza di realizzare il cambiamento che avevamo indicato. Ci sia consentito comunque di aggiungere che siamo stati alla guida del paese per soli due anni e questo tempo non può essere considerato sufficiente. Di certo, comunque, siamo convinti di non averle favorite, anzi era stato iniziato un percorso – forse lento – per contrastarle. Vogliamo sottolineare che mai il nostro comune aveva avuto una commissione per l’assegnazione dei beni confiscati alla mafia, ad esempio, i cui lavori sono stati quasi ultimati prima della fine della consiliatura”.

L’ex consigliere comunale di opposizione, Corrado Chiriello, ha affidato ad un comunicato stampa le sue riflessioni sullo scioglimento per infiltrazioni camorristiche del Consiglio comunale di Sant’Antimo. “La lettura del decreto di scioglimento per infiltrazioni dell’amministrazione Russo di Sant’Antimo – è scritto nel documento – è chiara e parte dalla semplice constatazione della situazione di un ex sindaco che si ritrovò nelle stesse condizioni nel ’91 e che fu già sottoposto a commissione d’accesso nel 2006. Quest’organismo, va intanto chiarito, è tornato a Sant’Antimo per monitorare l’attività dei 24 mesi di amministrazione dell’ultima giunta Russo e non per le precedenti. Ma il tema politico vero, peraltro rilevato a chiare lettere nel decreto di scioglimento sta nella debolezza di questa amministrazione evidentemente poco impermeabile ai condizionamenti. Debolezza anche politica tant’è che fortunatamente è durata appena due anni e mandata a casa politicamente prima che per infiltrazioni camorristiche. Per quanto ci riguarda, ma lo ribadiamo già dal 19 luglio scorso, si è chiusa una delle peggiori stagioni politiche della storia di Sant’Antimo nella quale qualcuno ha pensato di poter gestire tutto con la storiella dei buoni e dei cattivi, dimostrando di non saper cogliere gli insegnamenti della storia. Oggi, direi, piuttosto che attaccarla come pure in alcuni casi si è fatto, diventa fondamentale sostenere la commissione straordinaria, che ha il difficile compito di guidarci in piena emergenza sanitaria e di risanare una macchina amministrativa sfasciata sia sotto il punto di vista organizzativo sia finanziario”.

Infine, si registra la soddisfazione del consigliere comunale di Dema, Giuseppe Italia. “Con la pubblicazione della relazione per lo scioglimento del Comune di Sant’Antimo, si definiscono le responsabilità di alcuni personaggi nella vicenda politica più triste. La relazione, pur con gli omissis, comunque delinea un quadro completo, fra le responsabilità della parte amministrativa e di quella politica. Il sindaco, al quale dedicano una sezione, viene rappresentato come sciente macchinatore nella gestione di talune figure piuttosto che di altre, allo scopo di generare determinate situazioni, a vantaggio di qualcuno piuttosto che della comunità. Sicuramente una relazione in questo senso meriterebbe di essere letta nella sua interezza e  soprattutto inquadrandola nell’ottica della completezza delle informazioni che la riguardano. È innegabile, per chiunque, che vi sono fatti che partono da lontano, ben prima dell’ultima amministrazione, alcune cose sembrano un filo continuo con gli ultimi trent’anni. Lo strapotere dei Cesaro ha generato politiche lesive del territorio sotto ogni ambito. La non visione politica dell’ultima amministrazione ha generato una continuità nel disastrare il paese. C’è una responsabilità immensa nel passato, ma anche e soprattutto nel non aver saputo fare da anticorpi negli ultimi due anni. Un disastro comunque annunciato, talvolta deriso dallo stesso ex sindaco Russo, che oggi ne esce definitivamente annullato”.

 

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Tags: camorra
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