In questi mesi in ogni scuola sono cambiate le abitudini di tutti, insegnanti, alunni e genitori, che si sono dovuti adeguare alle direttive emanate in ambito di prevenzione e lotta al Covid-19. Una grande sfida la sta raccogliendo il mondo scolastico che, attraverso la didattica a distanza, continua ad essere attivo nell’educazione e istruzione degli studenti. Abbiamo rivolto alcune domande alla dirigente dell’Istituto Comprensivo don Milani di Sant’Antimo, la docente Rosa Bruno.
Dopo le recenti polemiche sul progetto e sulla durata dei lavori alla don Milani, si è trovata una soluzione con il Comune di Sant’Antimo per quanto riguarda il futuro dei ragazzi della scuola materna?
“Purtroppo ad oggi il Comune di Sant’Antimo non ha dato risposte circa le problematiche relative agli interventi in atto per l’ampliamento e l’adeguamento sismico dell’edificio. Come evidenziato nelle note inviate al Comune, pubblicate per trasparenza sul sito della scuola, l’adeguamento sismico si tradurrà in un ridimensionamento della struttura, visto che al posto dei prefabbricati che accolgono sei classi di scuola dell’infanzia ‘non sarà costruito nulla’, usando le parole del Rup, l’ingegnere Claudio Valentino. L’ultima nota al Comune, che richiama una precedente del 11 marzo scorso, a cui non è stata data risposta alcuna, è stata inviata in data 29 aprile. Nella nota si ribadisce l’esigenza di avere risposte in merito alla ricostruzione e al temporaneo trasferimento della scuola dell’infanzia e si invita l’impresa a procedere con solerzia per ultimare i lavori prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. Si attende e si spera pertanto un riscontro a breve”.
La didattica a distanza per molti rappresenta una sfida. I docenti sono spesso criticati su questa metodologia. Invece, sembra che abbiano subito dimostrato la capacità di reinventarsi e di rimboccarsi le maniche. Si sta costruendo un patrimonio di conoscenze che servirà anche dopo questa emergenza?
“Dal primo momento tutto il corpo docente del nostro istituto si è attivato per affrontare questa sfida, si è rimboccato le maniche e si è reinventato per dare inizio ad un nuovo modo di fare didattica con tutte le difficoltà connesse. Hanno avviato e consolidato nuovi approcci metodologici e didattici, sfruttando a pieno le potenzialità delle nuove tecnologie. Questa nuova modalità, pur non sostituendo in alcun modo la didattica in presenza, si è presentata come unica risorsa per conservare l’interazione e la relazione tra docente e discente, per edificare una comunità solidale di apprendimento, in cui ogni alunno, nonostante il lockdown, ha la possibilità di sentirsi ascoltato, accolto, incluso”.
Il mondo della scuola sta avendo un ruolo di sostegno sociale fondamentale. Per molti ragazzi l’unico ponte col resto del mondo sono professori e compagni. Da dirigente la preoccupa di più che questa situazione possa diventare la normalità o il rientro a scuola in strutture poco adeguate già per una situazione ordinaria?
“Sicuramente la scuola rappresenta un riferimento importante per tutti gli alunni sia dal punto di vista educativo sia sociale. Le aule sono i luoghi in cui si creano, si costruiscono e si consolidano le relazioni. Questo stato di isolamento non è in alcun modo produttivo e costruttivo per nessuno di noi ed in particolar modo per i ragazzi e i bambini. Spero pertanto che si possa ritornare a scuola a settembre in una condizione di sicurezza. Naturalmente per il nostro istituto esiste l’enigma dei lavori in corso che anche per l’emergenza Covid-19 hanno subito una brusca frenata per qualche settimana. Ora l’impresa ha ripreso regolarmente i lavori che possono procedere liberamente visto che le lezioni in classe non riprenderanno probabilmente prima di settembre. Per l’inizio dell’anno scolastico 2020/2021 l’istituto don Milani dovrebbe essere un edificio ristrutturato, sicuro, pronto ad accogliere in maniera adeguata la sua platea. Per il resto sono fiduciosa in quanto i docenti, visto l’impegno e la grande capacità dimostrati in questo momento così delicato, continueranno a trasmettere anche in situazioni di normalità o semi-normalità, questa forza di fare scuola, operando con scelte e percorsi sempre più flessibili, agili per stimolare uno studio autonomo e un apprendimento significativo”.
La didattica a distanza ha finito per acuire le disuguaglianze? Questa situazione ci ha mostrato che le povertà educative finiscono per coincidere con le povertà sociali?
“Questa emergenza ci ha messo di fronte anche alle povertà sociali e all’impossibilità di raggiungere tutti. Ci ha mostrato le differenze e le disuguaglianze, alle quali abbiamo cercato di rimediare con i fondi che ci sono stati assegnati e che ci hanno consentito di acquistare 42 tablet da poter dare in comodato d’uso alle famiglie più bisognose. Il nostro istituto si è attivato con un monitoraggio che ci ha consentito di conoscere il numero di allievi che avevano necessità di dispositivi per seguire la didattica a distanza. Attualmente si può dire che quasi tutti partecipano alle lezioni a distanza e coloro che non lo fanno regolarmente, vengono contattati continuamente dai docenti per essere incitati a seguire. Al riguardo posso dire che anche di fronte a queste problematiche i docenti hanno impiegato e impiegano quotidianamente tutte le loro energie per coinvolgere i loro alunni e mantenere vivi il contatto e la relazione”.
Preside Bruno, quale invito sente di rivolgere agli studenti, alle loro famiglie e al personale docente in questo momento così delicato e particolare?
“Come dirigente di un Istituto Comprensivo rivolgo a tutti, più che un invito, un ringraziamento per la collaborazione, la partecipazione, la condivisione, il grande lavoro svolto ogni giorno. Ringrazio tutti gli allievi, che con grande spirito di adattamento, hanno accettato il nuovo modo di fare scuola. Ringrazio ancora di più le famiglie che, in questo momento storico di disagio e sofferenza, stanno collaborando in maniera significativa con la scuola, aiutando i propri figli a utilizzare le piattaforme didattiche e interagendo sempre con i docenti e con tutte le figure rappresentative della scuola, come i rappresentanti di classe, i membri del consiglio di istituto e lo stesso presidente. Ringrazio il corpo docente che sta svolgendo un lavoro ancora più impegnativo del solito, per preparare le attività, inserirle in piattaforma, correggerle, preparare le video lezioni e tener viva sempre l’attenzione degli allievi in tutte le attività. Ringrazio il personale amministrativo e i collaboratori scolastici che hanno lavorato a scuola anche in piena emergenza e che tuttora lavorano in modalità smart working, espletando tutte le attività necessarie al funzionamento della scuola, chiusa solo come edificio. Posso, pertanto, dire che mai come in questo momento tutti ma proprio tutti sono a lavoro per raggiungere un obiettivo comune: affrontare l’emergenza per poter ritornare alla vita normale più forti e uniti di prima”.
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