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Home Cronaca Caserta

Si presentavano come rappresentanti dei clan di ‘ndrangheta e camorra: due arresti per estorsione nel Casertano

In manette sono finiti due affiliati: si tratta di un 49enne di Casapesenna vicino alla famiglia Zagaria e di un 58enne originario di Petilia Policastro, nel Crotonese

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
10 Maggio 2021
in Caserta, Cronaca
usura ed estorsione

Stamane, fin dalle prime luci dell’alba, i militari dell’Arma dei carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Sessa Aurunca hanno dato esecuzione a due provvedimenti di custodia cautelare in carcere emessi dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, su esplicita richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea, nei confronti di G. S., cinquantottenne originario di Petilia Policastro, nel Crotonese, e di L. D. V., quarantanovenne residente a Casapesenna, nel Casertano, entrambi ritenuti vicini alla criminalità organizzata e accusati di estorsione.  

Le indagini condotte dall’Arma dei carabinieri e guidate dalla Dda di Napoli hanno permesso di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati per la gestione del racket e la riscossione delle estorsioni ai danni delle imprese operanti nell’hinterland casertano. Gli indizi e gli elementi probatori a carico degli indagati sono stati raccolti tra i mesi di settembre e dicembre dello scorso anno. Le investigazioni si sono avvalse delle intercettazioni telefoniche, di quelle ambientali e delle videoriprese le quali hanno consentito di acquisire i gravi indizi di colpevolezza contestati dagli inquirenti. In particolare i due complici, G. S. e L. D. S., sarebbero stati gli artefici di un tentativo di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un imprenditore residente a Cellole, in provincia di Caserta.

Nella fattispecie, entrambi gli arrestati si sarebbero presentati all’impresario come rappresentanti rispettivamente della famiglia Zagaria di Casapesenna e della ‘ndrangheta. La vittima sarebbe stata così minacciata di morte anche con l’ausilio di armi da fuoco, al fine di costringerla a pagare la tangente. L’imprenditore di Cellole avrebbe dovuto sborsare un’ingente somma di denaro in qualità di saldo per alcuni lavori effettuati da un’impresa edile casertana presso un capannone industriale della ditta, a lui riconducibile, specializzata nello smaltimento e nello stoccaggio dei rifiuti. Contestualmente alla loro condotta estorsiva i due criminali pretendevano che l’impresario versasse anche una quota di maggiorazione pari al 5% sull’importo totale dei lavori edili effettuati. Inoltre gli era stato impedito di effettuare la compravendita e i relativi investimenti su di un’altra società con sede nel Frusinate, operante anch’essa nella raccolta e nel trasporto di rifiuti speciali.

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Tags: camorraestorsioniflashndrangheta
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