Sorrento è la prima città campana di una certa rilevanza ad adottare una misura di sospensione della didattica in presenza nelle scuole superiori molto drastica, dopo la sentenza del Tar dei giorni scorsi e la conseguente ordinanza della Regione Campania che, costretta ad adeguarsi, aveva fissato la data per il rientro in aula a lunedì 1 febbraio (con la postilla di ieri del tetto del 50 per cento degli studenti in presenza e la possibilità di optare per la DaD). Il sindaco della perla della Penisola sorrentina, Massimo Coppola, ha infatti firmato un’ordinanza con la quale ha prorogato per l’intero mese di febbraio la sospensione delle lezioni in presenza per tutti gli istituti di istruzione superiore cittadini, cioè i licei Gaetano Salvemini e Francesco Grandi e l’istituto polispecialistico San Paolo. La sensazione, in giornate caratterizzate da polemiche sempre più accese sul tema ma anche da una risalita dei numeri del contagio da Covid-19, è che quello di Sorrento sia solo il primo tra i sindaci campani che, nei prossimi giorni, potrebbero imboccare la medesima strada.
“Considerato che la diffusione del contagio da Covid-19 in ambito locale mantiene tuttora la sua criticità, data la costanza dei casi rilevati – spiega Coppola nel suo provvedimento – è richiesta necessariamente l’insistenza di misure rigorose di contrasto, ai fini della tutela della salute pubblica. A Sorrento hanno sede scuole superiori che contano una rilevantissima platea scolastica di centinaia di studenti provenienti dai Comuni della penisola sorrentina e dell’area stabiese-vesuviana. La ripresa delle attività didattiche in presenza – prosegue il sindaco – comporta inevitabilmente una movimentazione agli orari di ingresso e di uscita di un notevole flusso di studenti, soprattutto da e verso la stazione Circumvesuviana e le fermate degli autobus di linea, con una potenziale e grave incidenza di contatti ravvicinati, difficili da controllare e da arginare, anche per l’assenza di un sistema di trasporto dedicato“.


