È stata una serata segnata dal terrore e dalla paura quella trascorsa ieri a Fuorigrotta, grosso e popoloso quartiere della periferia occidentale di Napoli. Erano da poco passate le 19:00 quando nella trafficata via Caio Duilio sono stati sparati diversi colpi d’arma da fuoco, generando il panico tra la folla che in quel momento si trovava in strada. Sul luogo esatto della sparatoria sono giunte poco dopo alcune volanti della polizia di Stato e della polizia locale. Secondo alcune testimonianze raccolte sul posto, subito dopo gli spari, un giovane si sarebbe steso a terra al centro della carreggiata. Tuttavia gli inquirenti non avrebbero trovato per strada né tracce di sangue né bossoli. Per ora, infatti, le dinamiche di quello che sembrerebbe essere stato un presunto agguato fallito restano poco chiare.
Vista la dimanica, non è da escludere però che quanto accaduto ieri sera possa essersi trattato anche di un’intimidazione o di un avvertimento da parte della criminalità organizzata, dato che per ora, non risultano esserci feriti. Nel vicino ospedale San Paolo, infatti, a oggi non sarebbero state per ora ricoverate persone con ferite d’arma da fuoco, mentre sono in corso verifiche da parte delle forze dell’ordine negli altri ospedali del capoluogo. Le motivazioni di questa sparatoria restano per ora un mistero. Per tale ragione gli agenti del commissariato di polizia stanno visionando le registrazioni effettuate dalle telecamere di sorveglianza presenti in zona per fare luce e chiarezza sull’accaduto.
Alcuni indizi sembrerebbero ricondurre le ragioni di questa sparatoria alla presenza, lì vicino, di un noto locale appartenente alla famiglia del ras Vitale Troncone, capo dell’omonimo clan. Lo stesso era rimasto gravemente ferito in un agguato di camorra consumatosi il 23 dicembre scorso proprio all’esterno del bar gestito dalla sua famiglia. L’obiettivo dei sicari era quello di uccidere il boss, tuttavia quest’ultimo sarebbe riuscito a salvarsi nonostante le gravi ferite subite. Un altro agguato, questa volta mortale, andò a segno la notte di Capodanno in via Leopardi, nel Rione Lauro: in quel frangente venne ucciso il quarantaduenne Salvatore Capone, ritenuto dagli inquirenti un affiliato del clan Esposito, sodalizio criminale egemone nel quartiere di Bagnoli. Secondo quanto emerso dalle indagini, la vittima fungeva da intermediario tra le cosche locali e il clan Licciardi, appartenente alla famigerata “Alleanza di Secondigliano”.
Ancora due mesi prima, in un altro agguato di camorra, veniva freddato nei pressi di una pompa di benzina il trentenne Andrea Merolla, detto ‘O Turco per i suoi lineamenti orientaleggianti, nipote tra l’altro proprio del boss malavitoso Vitale Troncone. Gli inquirenti non escludono che questi ultimi tre agguati siano collegati tra loro tanto da collocarsi nella faida di camorra in corso tra diversi clan rivali della periferia occidentale di Napoli per il controllo di Fuorigrotta e dei quartieri limitrofi. Oltre al clan Troncone, all’interno di questa sanguinosa faida sarebbero coinvolti anche i clan Baratto-Bianco, i Frizziero nonché le cosche criminali di Bagnoli e del Rione Traiano. Ma il quartiere di Fuorigrotta non sarebbe l’unico finito sotto gli interessi dei clan: un’altra guerra di camorra, altrettanto violenta e spietata, è infatti in corso nell’area a nord di Napoli.