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Home Cronaca

Specializzandi rifiutano assunzione, Ordine dei medici: “Non siamo mercenari”

Giuseppe Scuotri di Giuseppe Scuotri
23 Marzo 2020
in Cronaca
Coronavirus

Ha creato non poche discussioni e un notevole coro di polemiche la vicenda legata al comportamento di quattro specializzandi in medicina che, dopo essersi presentati per l’assunzione immediata da parte dell’Asl Napoli 1, avrebbero rifiutato la proposta di contrattualizzazione perché, a loro modo di vedere, stipendio e strumenti di tutela assicurati dall’azienda pubblica non sarebbero stati in alcun modo soddisfacenti. A difesa della posizione dei quattro studenti è sceso l’ordine dei medici di Napoli, che attraverso il proprio presidente Silvestro Scotti ha ribadito come a tutti i loro iscritti vada garantita la massima protezione dal contagio. “Non si possono fare processi indiziari, né tantomeno sono ammissibili processi mediatici.” ha dichiarato Scotti, sottolineando come le direzioni generali, date le circostanze, si dovrebbero attivare più di quanto stiano facendo per poter reperire dispositivi di protezione individuale di qualità e in numero adeguato per i medici che combattono in prima linea il Covid-19.

“Ferisce – ha continuato il presidente dell’ordine partenopeo – vedere in giro dirigenti non medici, anche di questa Regione, e politici di altre regioni, con mascherine che andrebbero date solo ai medici e infermieri in intensiva e a stretto contatto con pazienti”. Dichiarazioni che vogliono far capire come, secondo i medici napoletani, non si possa chiedere a dei giovani colleghi di diventare eroi morti quando servirebbe personale sanitario ben protetto ed efficiente, capace di salvare la vita ai pazienti e a loro stessi. Scotti ha concluso il proprio intervento dichiarando trovare indegno il clamore mediatico su questi argomenti e stigmatizzando le parole del direttore generale Ciro Verdoliva, che ha reagito al rifiuto dei quattro specializzandi parlando di “un comportamento vergognoso” e inviando una nota in merito al presidente De Luca. “Queste affermazioni non solo danneggiano la classe medica in toto – ha commentato il presidente dell’ordine – ma serviranno solo ad aizzare la popolazione nei confronti di medici dipinti tutti come mercenari”.

Sugli scudi anche l’Anaao Assomed, uno dei maggiori sindacati italiani di categoria, che commenta le parole di Verdoliva parlando di un livello di comunicazione lesivo della privacy e sottolineando come i quattro ragazzi in questione siano già impegnati in affiancamento formativo nelle unità di terapia intensiva.  “Esprimiamo solidarietà ai colleghi specializzandi – hanno detto i dirigenti sindacali – i quali potranno intraprendere ogni iniziativa in loro tutela, nelle sedi adeguate. Questa guerra non ha bisogno né di martiri né di eroi, ma solo di buon senso, che sembra essersi perduto”.

 

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