La guardia di finanza di Torre Annunziata ha dato oggi esecuzione a un decreto di sequestro, emesso dal Tribunale oplontino, nei confronti di una cinquantenne, residente nel comune di Santa Maria La Carità. La donna avrebbe omesso di comunicare all’Inps il decesso della zia convivente, continuando a percepire indebitamente le pensioni di cui la parante scomparsa era titolare. I finanzieri della compagnia di Castellammare di Stabia hanno individuato una posizione pensionistica riferibile a un’anziana che, seppur deceduta nel 2013, continuava regolarmente a riscuotere i redditi corrisposti dall’Inps, a titolo di reversibilità e invalidità civile. Le indagini svolte dalle fiamme gialle, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno permesso di accertare che le somme di denaro accreditate dall’Inps sono state puntualmente prelevate in contanti dalla nipote della beneficiaria, già convivente di quest’ultima e unica cointestataria del conto corrente postale, per quattro anni successivamente alla morte dell’anziana parente. In particolare, costituirà oggetto di sequestro un appartamento di cui l’indagata ha la disponibilità, sino al raggiungimento della somma di 50mila euro, corrispondente a quanto indebitamente percepito dalla donna nel corso degli anni.
La vicenda truffaldina fa pendant con un altro episodio illecito ai danni dell’Inps, verificatosi di recente nel Casertano. Società completamente fittizie, create col solo scopo di assumere e licenziare centinaia di lavoratori che, in questo modo, potevano accedere all’indennità mensile di disoccupazione. È il fenomeno di cui si è occupata, nei primi cinque mesi del 2020, la compagnia della guardia di finanza di Aversa, sulla base degli esiti dei preliminari accertamenti ispettivi dell’Inps e su delega della Procura di Napoli Nord. Le fiamme gialle hanno portato a termine approfondimenti investigativi mirati su 27 società localizzate, come già riscontrato in passato, in un ambito territoriale ben delimitato, per lo più tra i comuni dell’Agro aversano e, in particolare, negli ultimi casi, a Villa di Briano, Villa Literno, San Marcellino e Casal di Principe. I riscontri di polizia giudiziaria compiuti hanno permesso di accertare, in tutti i casi esaminati, la completa inconsistenza delle imprese e dei rapporti di lavoro dichiarati. Alla base della condotta criminale ci sarebbe un modus operandi ben delineato, in cui l’apporto attivo di consulenti fiscali e del lavoro risultava determinante per la creazione degli schermi societari, esistenti solo sulla carta, da sfruttare quali veicoli giuridici per ottenere indebitamente i sussidi pubblici.

