A pochi giorni dalla prima parziale ripresa delle attività per il settore giudiziario, l’allarme per un nuovo caso accertato di positività al Coronavirus torna a risuonare tra le aule del Tribunale di Napoli. L’infezione, questa volta, è stata riscontrata ad un magistrato dell’ufficio del Giudice per le indagini preliminari. Per i locali interessati, situati nella torre B del grande edificio del Centro direzionale, è scattato il completo isolamento a partire da questa mattina, al fine di consentire lo svolgimento di tutte le necessarie operazioni di sanificazione nel minor tempo possibile. Gli uffici del Gip sono tra i pochi rimasti costantemente in attività all’interno del tribunale partenopeo. L’attività giudiziaria ordinaria, infatti, era stata largamente sospesa a seguito dell’emanazione delle disposizioni per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus, che avevano risparmiato solo l’espletamento di alcune funzioni indispensabili del settore penale, quali le convalide degli arresti e la celebrazione dei giudizi per direttissima.
Una notizia che arriva proprio nei giorni in cui vengono discusse e stilate dai vertici degli uffici le regole comportamentali e procedurali, sia per il settore civile sia per quello penale, da seguire durante la fase 2, che per la giustizia italiana avrà inizio a partire dall’11 maggio prossimo. Una situazione che non ha mancato di creare forti tensioni tra le categorie professionali coinvolte. Un flash mob virtuale degli avvocati penalisti è previsto per domani, 5 maggio, sulla piattaforma di videoconferenza Zoom, col fine di denunciare le criticità dei processi celebrati da remoto. Forti perplessità per le modalità di svolgimento della fase 2 sono arrivate anche dai magistrati del settore civile. Le toghe ritengono, infatti, impensabile il poter mettere in atto efficaci regole di distanziamento sociale negli ambienti chiusi e spesso angusti in cui si svolgono le udienze, dove scongiurare gli assembramenti sarebbe estremamente difficile.

