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Home Rubriche Salute e Benessere

Tumori, nuova radioterapia con elettroni: riduce l’esposizione ai raggi, limitando così gli effetti collaterali

Sviluppata dai fisici del Cern. La nuova forma di cura, denominata "Flash", utilizza radiazioni a elettroni ad altissima energia. L'irradiazione attacca i tessuti malati risparmiando quelli sani

redazione di redazione
27 Novembre 2022
in Salute e Benessere, Scienza

Gli esperti del Centro europeo per la ricerca nucleare, meglio noto come CERN, situato a Ginevra, hanno sviluppato un nuovo trattamento di radioterapia contro i tumori che utilizzerà radiazioni di elettroni ad alta energia simili a quelle sperimentate nella fisica delle particelle.

L’innovativo sistema è molto promettente per aumentare l’efficacia della radioterapia. Inoltre, riduce i costi e riduce l’esposizione del corpo umano alle radiazioni a pochi millisecondi, il che significa meno effetti collaterali per i pazienti. La presentazione di questo progresso tecnologico è avvenuta nel corso di una cerimonia presso il Centro Ospedaliero Universitario di Vaud (Losanna), dove verrà costruito un apposito bunker per il dispositivo con cui verrà effettuato il trattamento. 

Questa tecnologia di radioterapia, la prima al mondo nel suo genere, sarà realizzata dalla società THERYQ, parte del consorzio industriale francese ALCEN, e il programma di ricerca è stato realizzato grazie a un investimento di circa 26 milioni di euro da parte dell’istituto medico olandese fondazione Biltema. Il dispositivo si basa sulla tecnologia FLASH, che utilizza elettroni ad altissima energia (VHEE), studiati da 10 anni per cercare di curare tumori resistenti ai trattamenti di radioterapia convenzionale, che attualmente rappresentano un terzo del totale.

Inizialmente il trattamento è stato sperimentato su tumori poco profondi, a meno di tre centimetri dalla pelle, nel programma Flasknife, ma gli esperti sono già riusciti in una seconda fase chiamata Flashdeep, portando la profondità a 20 centimetri, che permetterebbe di raggiungere praticamente tutti tumori solidi. Il dispositivo accelererà e concentrerà gli elettroni prima che attraversino il corpo umano, un’operazione che durerà meno di un decimo di secondo.

Soddisfazione arriva anche dal Cern stesso, tramite le parole di Mike Lamont, che dal 2021 è direttore per gli Acceleratori e la Tecnologia: “Ci sforziamo di trovare applicazioni per la nostra ricerca al di fuori del campo della fisica delle particelle, a beneficio della società in generale“, ha sottolineato. “La radioterapia – specifica il sito di Airc, l’associazione italiana per la ricerca sul cancro – è una terapia localizzata, non invasiva, indolore, effettuata per lo più in regime ambulatoriale, in grado di provocare la morte delle cellule tumorali attraverso l’utilizzo di radiazioni di elevata energia chiamate radiazioni ionizzanti. Si stima che circa il 60% dei malati di tumore, nel percorso di cura, sia sottoposto ad almeno un ciclo di radioterapia”.

Tags: CERN di GinevraprimopianoradioterapiaTumori
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