“L’era degli scarti”: il prof. Marco Armiero presenta il suo nuovo libro
L'iniziativa, di grande spessore culturale, si terrà in compagnia dell'autore martedì 28 dicembre alle ore 18:30 presso l'aula consiliare "Don Peppe Diana" a Orta di Atella
Proseguono all’insegna del successo e della grande partecipazione cittadina le iniziative culturali promosse all’interno del ricco programma Il Natale è tornato a Orta di Atella, in provincia di Caserta. Nel pomeriggio di martedì 28 dicembre, alle ore 18:30, presso la sala “Don Peppe Diana” del consiglio comunale, sarà la volta della presentazione del libro L’era degli scarti, ultimo lavoro editoriale del prof. Marco Armiero. L’opera, pubblicata per la prestigiosa casa editrice Einaudi, non è altro che una descrizione lucida e veritiera della nostra epoca definita dallo studioso come “Wasteocene” (derivante dal verbo inglese to waste, “scartare”), ossia di un’era segnata da un costantea crisi socio-ecologica che produce, in un continuo circolo vizioso, scarti di ogni tipo, sia materiali che umani.
In questo interessantissimo e illuminante saggio Armiero racconta realisticamente della nostra epoca, e lo fa con l’occhio critico tipico dello studioso che si interroga non solo sulle diseguaglianze sociali ma anche sul disastro ambientale che stanno vivendo i nostri territori, dalla tristemente nota Terra dei fuochi, al centro delle cronache quotidiane, fino alle problematiche ambientali che sta vivendo l’intero pianeta. L’attuale sistema socio-economico, spinto da un consumismo sfrenato e senza limiti che sfocia inevitabilmente nello spreco, ha prodotto un’enorme quantità di scarti e di rifiuti difficili da smaltire, i quali non solo vanno a impattare negativamente sull’ambiente che ci circonda, ma hanno conseguenze pericolose anche sulla salute delle persone.
Generare in continuazione prodotti di scarto, buttare il vecchio per produrre il nuovo è diventato infatti un vero e proprio dogma dalle radici profondamente ideologiche: di questo continuo “usa e getta” affermatosi come un mantra nell’ultimo ventennio ne sono vittima sia intere comunità che le nuove generazioni, comprese le relazioni umane che si instaurano al loro interno. Pur di inseguire la logica del profitto, del possedere tutto e subito per poi disfarsene, l’uomo sta inquinando e distruggendo i fiumi, i mari, i boschi e tutti gli esseri viventi che vi abitano, con conseguenze disastrose per interi habitat ed ecosistemi naturali.
Marco Armiero ospite della trasmissione “Quante storie” in onda su Rai Tre
Ma per comprendere fino in fondo le ragioni della crisi ecologica che stiamo attraversando bisogna necessariamente andare ad analizzare i numeri di questo disastro ambientale: secondo gli studi del settore ogni anno vengono prodotti nel mondo oltre due miliardi di tonnellate di rifiuti. Basti pensare che la stragrande maggioranza degli oggetti d’uso quotidiano che noi compriamo, nel giro di pochi mesi, finiscono nella spazzatura. Eppure in un’epoca segnata dalla conoscenza accessibile a tutti grazie alla rete internet e alla rivoluzione digitale, dove il sapere scientifico e le nuove tecnologie, ormai entrate a far parte della nostra quotidianità, dovrebbero “migliorare” le nostre vite e il mondo circostante, è paradossale che la stessa attività umana stia trasformando interi territori in enormi discariche a cielo aperto.
Giusto per capire meglio quello che sta accadendo, secondo gli esperti, entro il 2050, la produzione annuale di rifiuti nel pianeta passerà dagli attuali 2 miliardi a oltre 3 miliardi e mezzo di tonnellate, con una crescita esponenziale nella produzione di scarti che sarà estremamente difficile da gestire. Per questo dobbiamo porci una domanda essenziale: dove andranno a finire tutti questi rifiuti? La risposta è semplice: se non faremo qualcosa questi rifiuti finiranno bruciati nell’aria che respiriamo, oppure sversati nelle campagne, nei fiumi e nei mari. Inoltre va risolto il problema dello smaltimento di una delle principali sostanze inquinanti di largo consumo: la plastica. Secondo la prestigiosa rivista Nature negli ultimi cinquant’anni abbiamo prodotto oltre otto miliardi di tonnellate di plastica, con una media, nell’ultima decade, di 300 milioni di tonnellate all’anno. Cifre impressionanti che sono destinate ad aumentare se non si interverrà subito per ridurne il consumo.
Nel saggio dello studioso viene anche fatto un focus sulla crisi dei rifiuti che negli anni ha colpito le grandi città italiane come Napoli, Roma e Milano. È evidente che i problemi ambientali, anche se localizzati, non restano circoscritti a un determinato territorio, ma hanno un impatto globale. Il continuo sfruttamento delle risorse del pianeta associato all’inquinamento e alla mancata attenzione per la salvaguardia dell’ambiente rappresentano le principali cause dei cambiamenti climatici. C’è una via d’uscita a tutto ciò? Secondo l’autore del libro un’alternativa è possibile, ma è necessaria una nuova consapevolezza, soprattutto da parte dei più giovani, sulle problematiche ambientali. Per tale motivo è fondamentale ribadire l’importanza dell’ecologia attraverso il riciclo e il riuso, producendo meno rifiuti e scarti e adottando la politica dello zero waste, “rifiuti zero”, prima che sia troppo tardi e saremo sommersi dai rifiuti.
Marco Armiero in collegamento con la trasmissione “Mattino Cinque” su Canale 5
Tra i massimi esperti in Europa sulle problematiche ambientali, Marco Armiero è attualmente direttore del Royal Institute of Technology di Stoccolma, in Svezia, nonché presidente dell’European Society for Environmental History, oltre a ricoprire il ruolo di dirigente di ricerca dell’Istituto di Studi sul Mediterraneo presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Nell’arco della sua illustre carriera ha svolto attività di ricerca presso le più prestigiose istituzioni accademiche americane tra cui la Yale University, la Berkeley University, la Princeton University e la Stanford University, oltre ad aver collaborato con l’Università Autonoma di Barcellona e l’Università di Coimbra. Dei saggi pubblicati durante la sua attività di studioso e ricercatore ricordiamo: Storia dell’ambiente (2004), Natura e nazione nella storia dell’Italia (2013) e Le montagne della Patria (2014). Tra i numerosi volumi curati annoveriamo invece: Nature and history in modern Italy (2010), Teresa e le altre: storie di donne nella Terra dei Fuochi (2014), A history of environmentalism (2014), Environmental history of modern migrations (2017) e Cercate l’antica madre (2019). Nei i suoi lavori editoriali, pubblicati in diverse lingue, il prof. Armiero si è occupato di temi di grande attualità come la salvaguardia dell’ambiente, la tutela dei beni comuni, la valorizzazione delle tradizioni locali, la giustizia ambientale, il ciclo dei rifiuti e i cambiamenti climatici.
Nel corso dell’importante iniziativa culturale, oltre all’autore del libro, presenzieranno l’assessore all’Ambiente Vincenzo Tosti, l’onorevole Tommaso Sodano e l’agricoltrice e attivista della Terra dei FuochiMiriam Corongiu. Durante l’incontro ci saranno anche i saluti da parte dell’amministrazione di Orta di Atella nelle figure del sindaco Vincenzo Gaudino e dall’assessora alla Cultura Marilena Belardo. La presentazione sarà moderata dal biologo e attivista ambientale Massimiliano Belardo. L’evento si svolgerà nel pieno rispetto dei provvedimenti e delle normative anti-Covid attualmente vigenti.
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