La strategia di biofortificazione potrebbe aprire nuovi orizzonti. Nasce in laboratorio una nuova linea di pomodoro in grado di contrastare la carenza di vitamina D:nuove prospettive per la produzione di pomodori geneticamente modificati contenenti una vitamina fondamentale per la salute delle ossa e del sistema immunitario, un rimedio importante contro infezioni, tumori, Parkinson e demenze. Il risultato di queste ricerche è stato pubblicato su Nature Plants da un gruppo internazionale coordinato dal Cnr-Ispa(dall’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Consiglio nazionale delle ricerche di Lecce) in collaborazione con il John Innes Centre di Norwich, in Gran Bretagna e con il Centro di ricerca genomica e bioinformatica del Crea.
“L’assunzione quotidiana di questa importantissima vitamina può avvenire prevalentemente da fonti animali come latte, uova, olio di fegato di merluzzo e salmone. Gli alimenti di origine vegetale non ne contengono, tranne alcuni funghi in grado di produrre pro-vitamina D2, che è tuttavia meno attiva rispetto alla pro-vitamina D3. La conversione da pro-vitamina D2 o D3 a vitamina D avviene esponendo la pelle alle radiazioni UV, che però in maniera prolungata e inadeguata può comportare rischi anche gravi come tumori della pelle. Inoltre, le persone anziane hanno spesso bassi livelli di assorbimento e di traslocazione di pro-vitamina D3/D2 a livello epidermico”, spiega Angelo Santino del Cnr-Ispa.

