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Home Cronaca

Comunicati i nuovi dati dalla Regione Campania: oggi solo 25 positivi, in totale i casi di Covid-19 sono 4.299

redazione di redazione
24 Aprile 2020
in Cronaca
nel Casertano

In serata sono stati comunicati, come ogni giorno, i numeri relativi ai nuovi tamponi positivi in Campania e a quelli effettuati in totale in giornata sul territorio regionale, comunicati dall’Unità di crisi della Regione e resi noti, come di consueto, dallo stesso De Luca sulla sua pagina Facebook. Ecco, dunque, i dati odierni: all’ospedale Cotugno di Napoli sono stati esaminati 950 nuovi tamponi dei quali 11 risultati positivi; al Ruggi di Salerno esaminati 619 tamponi di cui nessun positivo; all’ospedale Sant’Anna di Caserta sono stati esaminati 125 tamponi, dei quali 3 positivi; all’Asl di Caserta presidi di Aversa-Marcianise: sono stati esaminati 139 tamponi di cui 1 positivo; all’ospedale Moscati di Avellino sono stati esaminati 133 tamponi di cui 1 positivo; all’ospedale San Paolo di Napoli sono stati esaminati 125 tamponi di cui 3 positivi; all’Azienda Universitaria Federico II esaminati 59 nuovi tamponi di cui 0 positivi; all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno 669 tamponi di cui 4 positivi; all’ospedale di Nola sono stati esaminati 93 tamponi di cui 1 positivo; all’ospedale San Pio di Benevento sono stati esaminati 84 tamponi, di cui 0 positivi; all’ospedale di Eboli sono stati esaminati 96 tamponi, di cui 0 positivi; al Laboratorio di biotecnologie avanzate del Ceinge: sono stati esaminati 98 tamponi, di cui 1 risultato positivo. I numeri dei positivi giunti in serata sono 25 su 3.190 tamponi effettuati. I positivi in Campania in totale comunicati dall’Unità di crisi finora è di 4.299 (al complessivo positivi pari a 4.307 sono stati sottratti gli 8 casi relativi a soggetti asintomatici che, come da comunicazione dell’ospedale Moscati di Avellino, dall’esame di ulteriori due tamponi successivi, sono risultati negativi). Il totale complessivo di tamponi effettuati è pari a 64.521.

Intanto, gli esercenti sono sul piede di guerra. Pochi, pochissimi pronti alla riapertura. Confcommercio e Confesercenti ne stimano 2 su 10. Sono le attività che apriranno i battenti, o proveranno a farlo, da lunedì 27 aprile, seguendo l’ordinanza emessa dalla Regione Campania, che parla di orario di apertura per bar e pasticcerie dalle 7 alle 14, mentre dalle 16 alle 22 per pub, gastronomie, ristoranti, pizzerie, gelaterie. Per tutti vale “la sola modalità di prenotazione telefonica ovvero online e consegna a domicilio, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie nelle diverse fasi di produzione, confezionamento, trasporto e consegna dei cibi”. Insomma, non potranno aprire al pubblico. Gli orari, le norme stringenti su disinfezione e indumenti Dpi, la certezza di avere solo costi e zero ricavi, tutto ciò ha portato la maggior parte degli esercenti a dire no.

Raffaele Mele, titolare della pasticceria Blue Moon di San Marcellino, nel Casertano, non usa mezzi termini nel dichiarare tutta la sua avversione all’ordinanza e ai provvedimenti comunicati. “Questa è una condanna a morte. Ho 14 dipendenti e ogni mattina che accendo i macchinari lo faccio con almeno dodici chili di farina. Ma su quali basi apro? Con la scarsa possibilità che qualcuno mi chiami per avere i dolci a casa? È uno schiaffo a chi lavora onestamente. Sono molto arrabbiato. Va bene l’orario 7/14, ma almeno mi sia data la possibilità di vendere la pasticceria alle persone che vengono, facendole entrare una o due alla volta, così da non esserci contaminazioni, perché ho un locale molto ampio, ma soprattutto perché nel nostro settore la pulizia è la prima cosa. A questo condizioni io non apro”.

Meno drastico e più riflessivo Gigi Crispino, titolare del ristorante Salumeria Upnea, nei pressi di piazza del Gesù, pieno centro storico di Napoli. Ma le sue conclusioni solo le stesse di Mele. “Non apro il 27, non ci sono le condizioni. Il primo problema sono i costi della consegna a domicilio. I network cui ci rivolgiamo hanno una percentuale sulle consegne molto alta, che andrà a ricadere sul cliente. Un altro problema sono queste disposizioni inutili che bisogna lavorare all’interno con le tute monouso e i copri-scarpe, oltre a guanti e mascherina. Nei nostri luoghi di lavoro la pulizia e l’igiene sono essenziali. Poi i dipendenti devono aver fatto la visita medica, non devono avere la febbre. Ma secondo queste persone, io o gli altri ristoratori, normalmente facciamo venire a lavorare le persone malate? Sono finte limitazioni, paletti fatti apposta per impedirci di aprire. Almeno diano la possibilità dell’asporto al cliente che passa dal locale”.

Da Vincenzo Sgulo, del lounge bar Fuori Orario di Aversa stesse recriminazioni. “Non c’è alcun motivo per aprire. Ho da mantenere un locale di 4.500 metri quadri e non posso farlo aprendo solo la mattina per portare un caffè, ogni tanto, dall’altra parte della strada. Organizzo serate disco la sera, ora non le posso fare, quindi l’ordinanza del presidente della Regione non è idonea ed è inutile. A queste condizioni resterò chiuso. Aspetto la prossima ordinanza”.

Eppure c’è chi, con coraggio o incoscienza, ha intenzione di tornare al lavoro. Riaprirà Vincenzo Bellavia, noto maestro pasticcere napoletano, il quale dalla pagina Facebook annuncia che “in seguito alle nuove ordinanze, da lunedì 27 aprile sarà nuovamente attivo il servizio di consegna a domicilio”. Ripartirà allo stesso modo anche Massimo Di Porzio, titolare dello storico ristorante-pizzeria Umberto di via Alabardieri a Napoli e presidente regionale della Federazione pubblici esercizi. Infine, “non vede l’ora di iniziare” la pizzeria Lievito Madre di Giugliano in Campania.

Intanto, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, nel suo consueto messaggio video del venerdì, sembra che non voglia cedere alle richieste della maggior parte degli esercenti commerciali, tranne su un punto. “Credo che nella mattinata di domani faremo aggiustamenti sugli orari di consegna degli alimenti a domicilio, ma manterremo lo schema approvato ieri”, ha affermato il governatore, scagliandosi anche su chi vuole riprendere la movida serale. “Ma siete scemi? – è stata l’esplosione finale – finché non avremo il vaccino, e lo avremo a primavera, bisogna rispettare i protocolli di sicurezza comunicati e continuare col distanziamento sociale”.

 

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Tags: Regione Campania
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