Una possibile moderata riduzione della mortalità, risultati incoraggianti anche se non ancora definitivi. Questo è ciò che traspare dal comunicato stampa riguardo lo studio del Tocilizumab diffuso dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, l’ente pubblico che opera sotto la direzione e la vigilanza dei ministeri della Salute e dell’Economia. Si tratta del primo studio approvato dall’Aifa nel corso della emergenza Covid-19. Lo studio clinico sul Tocilizumab, come si sa, è stato realizzato quando l’emergenza sanitaria era ancora a livelli profondi su tutto il territorio nazionale, in un momento in cui non c’erano altri trattamenti efficaci e, di conseguenza, le aspettative erano alte. L’intuizione del professor Ascierto, ricercatore e direttore dell’Unità di oncologia del Pascale, ha preso le basi dall’esperienza cinese che ha effettuato la terapia su una ventina di pazienti, ottenendo buoni risultati.
L’Aifa, per motivi etici, ha deciso di rendere disponibile questo trattamento a tutti i pazienti che, secondo un giudizio clinico, fossero idonei alla somministrazione e potessero trarne benefici. Questi studi sono definiti non comparativi e non randomizzati, ovvero vengono effettuati solo su un campione ristretto di pazienti, scelto per particolari condizioni cliniche. I risultati ricevuti fino a questo momento suggeriscono una moderata riduzione della mortalità che, seppur timidamente, potrebbe aprire scenari incoraggianti in vista di una direzione più definitiva della terapia. Lo studio sarà pubblicato a breve su una rivista scientifica internazionale peer-reviewed, così da consentire una revisione approfondita da parte della comunità scientifica.

