La tappa del Festival dell’impegno civile di Aversa è iniziata questa mattina in un bene confiscato, la villetta con piscina in via Gramsci, già di proprietà della famiglia Verde, clan operante proprio nella zona al confine fra le province di Napoli e Caserta. Il primo appuntamento aversano ha visto la presenza di Mauro Baldascino del Comitato don Peppe Diana, Riccardo Cristian Falcone di Libera Campana, dell’assessore alle Politiche sociali Ciro Tarantino e, fra il pubblico, di numerose associazioni e cooperative del territorio.
Nella prima parte del suo intervento Mauro Baldascino ha ricordato Valerio Taglione, coordinatore del Comitato don Peppe Diana recentemente scomparso e per il quale i Comuni di Aversa e Casal di Principe hanno avanzato la richiesta di medaglia d’oro al valor civile. Baldascino si è poi soffermato sul fatto che “i Comuni non mettono fra le priorità i beni confiscati. Non si comprende che con la gestione di un bene confiscato è possibile creare economia sociale. La sfida ad Aversa – ha affermato Badascino, rivolgendosi all’assessore Tarantino – è di colmare il ritardo accumulato in questi anni, perché in città questo di via Gramsci non è l’unico bene confiscato, ma ce n’è sono altri, ad esempio, nel quartiere del Borgo. Il precedente avviso pubblico sul bene di via Gramsci, che non ha sortito l’effetto desiderato, serva da lezione per fare percorsi insieme. Il Comune riconosca il terzo settore come soggetto che svolge funzioni pubbliche e lo riconoscano soprattutto i dirigenti”, ha concluso Baldascino.
Riccardo Falcone ha ribadito come “lo strumento della confisca e del riutilizzo di un bene è straordinariamente importante, per tre motivi: ha una funzione economica, perché produce lavoro e ricchezza, quindi conviene; ha una dimensione politica, perché restituisce alle persone la fiducia verso le istituzioni; ha una dimensione culturale, un valore educativo enorme. Siamo pronti come Libera – è stato l’invito di Falcone – a dare una mano nei territori, accompagnando le istituzioni e sostenendo il mondo del terzo settore. Solo così trasformeremo questi luoghi in luoghi di festa”.
Chiamato più volte in causa, l’assessore Ciro Tarantino non si è sottratto al confronto, evidenziando le difficoltà di operare con una macchina amministrativa in questi anni “spolpata da un branco di piranha” e proponendo come metodo di lavoro la coprogettazione, a partire da lunedì. “Per capire come sono state gestite le politiche sociali, ma non solo quelle – ha sostenuto Tarantino – basterebbe una rassegna dei bandi. Non c’è un solo bando, negli ultimi 15 anni, in cui il terzo settore avrebbe potuto partecipare. Le politiche sociali hanno bisogno di spazio, che in parte recupereremo con la ristrutturazione del Leonardo Bianchi. Il mio lavoro adesso è quello di impostare i prossimi atti in modo che, per chi verrà dopo, sarà difficile tornare indietro. I piani sociali di zona? Una pagina e mezzo di piano in cui si determinato i servizi sociali per 200mila persone e 15 milioni di euro di spese. Non ci sono i senza fissa dimora, non c’è povertà, non ci sono i beni confiscati e mai convocato il terzo settore. Adesso faremo una copregettazione, con tutti al tavolo e un gruppo di lavoro per i beni confiscati. E poi bisogna inserire nella macchina comunale il regolamento dei rapporti con il terzo settore, che toglie la responsabilità agli organi amministrativi e modifica il sistema di bandi”, ha concluso Tarantino. A lui una sola richiesta finale, da parte delle associazioni presenti: fare presto.
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