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Home Cronaca

Napoli, 250 rinunce all’incarico tra i presidenti di seggio

Nel capoluogo partenopeo sono quindi più che raddoppiati i forfait rispetto alle elezioni europee del 2019, quando i sostituiti furono 105

redazione di redazione
19 Settembre 2020
in Cronaca, Napoli

Sono ben 250 i presidenti di seggio che hanno rinunciato al proprio incarico nella città di Napoli in vista della tornata elettorale di domenica 20 e lunedì 21, che accorpa le consultazioni regionali e il referendum costituzionale. Il capoluogo partenopeo, che conta 884 seggi, registra quindi un numero di rinunce più che doppio rispetto alle elezioni europee del 2019, quando i presidenti di seggio che diedero forfait furono 105.

Sono sette i candidati alla presidenza della Regione Campania hanno il sostegno, in totale, di 26 liste. A contendersi la vittoria sono Vincenzo De Luca, Stefano Caldoro, Valeria Ciarambino, Giuliano Granato, Luca Saltalamacchia, Sergio Angrinsano e Giuseppe Cirillo. A fare la parte del leone nel numero delle liste a supporto è il governatore uscente Vincenzo De Luca: ben 15. Stefano Caldoro dalla sua ne ha 6, mentre una ciascuno per Valeria Ciarambino e gli altri candidati.

I seggi saranno aperti domenica 20 settembre dalle 7 alle 23 e lunedì 21 settembre dalle 7 alle 15. La legge elettorale in vigore in Campania prevede un sistema proporzionale a turno unico. Le circoscrizioni elettorali coincidono con le 5 provincie e la ripartizione dei consiglieri è la seguente: Napoli 27 seggi, Salerno 9, Caserta 8, Avellino 4, Benevento 2. Diventerà presidente della giunta regionale della Campania chi otterrà anche un solo voto in più rispetto ai suoi avversari. Per garantire la governabilità la legge elettorale prevede un premio di maggioranza alla coalizione vincente del 60% dei seggi.

Per quanto riguarda il referendum costituzionale, la scheda è di colore celeste e la risposta al quesito dovrà essere una sola: una croce sul Sì oppure sul No. La vittoria del Sì porterebbe alla riduzione del numero dei membri nelle due assemblee rappresentative che compongono il Parlamento italiano: alla Camera dei deputati passerebbero da 630 a 400, al Senato della Repubblica da 315 a 200. La vittoria del No lascerebbe, invece, tutto invariato. In quanto referendum costituzionale, per la sua validità non è necessario il raggiungimento di un quorum.

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Tags: elezioni regionaliflashNapoli
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