Coprifuoco e chiusure parziali, il Governo valuta nuove misure anti Covid-19
Il premier Conte è stato impegnato stanotte in un lungo lavoro di mediazione. Due le linee emerse, quella del rigore e una più flessibile. Atteso a breve il nuovo Dpcm
Quella di ieri è stata una vera e propria giornata di “fuoco”, tra le peggiori dall’inizio della pandemia, segnata da un nuovo triste record: su tutto il territorio nazionale si è superata la soglia dei diecimila contagi giornalieri mentre i cittadini italiani attualmente positivi al virus del Covid-19 e posti in quarantena sono più di centomila. Si tratta di numeri impressionanti che non si vedevano dal mese di marzo, alla vigilia del primo lockdown, e di fronte ai quali i vertici del Governo, spinti dall’urgenza di prendere decisioni immediate, hanno deciso di confrontarsi durante un incontro notturno. Il premier Giuseppe Conte, assieme all’esecutivo e ai capi delegazione dei partiti di maggioranza, ha posto al vaglio diverse misure da attuare in tempi brevi. Tra i provvedimenti messi sul tavolo, il più discusso è stato sicuramente quello di un possibile coprifuoco per allentare il picco epidemiologico.
Le linee emerse nella maggioranza di Governo sarebbero fondamentalmente due: da un lato c’è quella più intransigente, sostenuta dal ministro della Salute Roberto Speranza, che vorrebbe un lockdown notturno totale che impedisca a chiunque di uscire la sera; dall’altro c’è la linea più flessibile, auspicata da buona parte della maggioranza di Governo, che spinge per la chiusura alle 22 dei locali, al fine di evitare gli assembramenti in strada e ridurre i pericoli di contagio legati alla movida serale. Così come riportato dal Corriere della Sera, lo scontrotra i rigoristi e i possibilisti sarebbe andato avanti tutta la notte, nonostante ci siano state diverse frenate da parte del presidente del consiglio Giuseppe Conte il quale, prima dell’emanazione del nuovo Dpcm previsto per stasera o al massimo lunedì, vorrebbe ascoltare anche i presidenti delle regioni. Per adesso la linea della flessibilità sembrerebbe in vantaggio su quella del rigore: gran parte dei vertici del Governo sono infatti estremamente preoccupati dall’impatto economico negativo che avrebbero provvedimenti eccessivamente restrittivi. L’opzione più plausibile, per il momento, è quella di limitare gli orari di apertura di locali, bar e ristoranti e di permettere la vendita di alcolici solamente fino a un determinato limite di orario.
Per il Comitato tecnico-scientifico, tuttavia, la misura del coprifuoco serale sarebbe comunque insufficiente per contrastare la seconda ondata dell’epidemia di Covid-19: gli esperti hanno infatti suggerito la chiusura di tutte quelle attività considerate a rischio, come barbieri, parrucchieri, cinema, teatri e palestre. Un’opzione, quella proposta dagli scienziati, che ha provocato le perplessità del ministro dell’Economia Gualtieri, preoccupato dalla grave crisi economica che sta colpendo interi settori produttivi. Per ora, tra i provvedimenti maggiormente applicabili, scartata la misura del coprifuoco totale, oltre alla chiusura dei locali alle 22, c’è quello di rendere obbligatorio lo smart-working per almeno il 70% dei dipendenti della pubblica amministrazione. Un’ulteriore stretta arriverà molto probabilmente sulle attività sportive con limitazioni per gli sport da contatto e il divieto di giocare a calcetto e a basket. Lo stop riguarderebbe anche piscine, palestre, circoli sportivi e sale da gioco, oltre a una limitazione sostanziale per quel che riguarda le manifestazioni pubbliche.
Altro tema caldo riguarda la scuola. Dopo le polemiche tra la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e il presidente campano Vincenzo De Luca sulla scelta di chiudere le scuole e le università in Campania fino al 30 ottobre (con il parziale dietrofront del governatore sulle scuole dell’infanzia), il Governo vorrebbe evitare ulteriori chiusure, garantendo sia le lezioni in presenzasia la didattica a distanza. Onde evitare il caos, una soluzione potrebbe essere rappresentata dallo scaglionamento degli orari di ingresso negli istituti scolastici, al fine di evitare pericolosi assembramenti agli ingressi delle scuole. L’ipotesi più plausibile sarebbe quella di aprire le aule una o due ore dopo, in modo da evitare anche pericolosi sovraffollamenti sui mezzi pubblici. A decidere questa misura sarebbero tuttavia sindaci e dirigenti scolastici, i quali avrebbero un maggiore controllo della situazione. La discussione in merito ai provvedimenti da adottare, compresa l’opportunità o meno di istituire il coprifuoco, è ancora in corso e lo scontro tra le diverse linee resta comunque aspro, con il premier Conte impegnato in una delicata operazione di mediazione tra le diverse compagini della maggioranza di Governo.
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