Prosegue la pericolosa ondata di contagi all’interno delle carceri campane: con il focolaio scoppiato a inizio febbraio nell’istituto penitenziario di Carinola, nel Casertano, il numero di agenti di polizia penitenziaria deceduti a causa del Covid-19 è salito a tre. Nell’arco di una ventina di giorni sono infatti scomparsi a causa dei gravi sintomi dell’infezione respiratoria il cinquantaseienne assistente capo Angelo De Pari, l’agente di cinquant’anni Giuseppe Matano e il cinquantaduenne Antonio Maiello. Il numero di persone contagiate tra gli addetti alla sicurezza del penitenziario è salito a trenta mentre tra i detenuti si registrano una decina di casi di positività al Sars-Cov-2.
La situazione delle strutture campane è critica e quanto accaduto nel carcere casertano ha spinto i sindacati della polizia penitenziaria a proclamare lo stato di agitazione del personale in tutti gli istituti detentivi della regione. Sul piede di guerra sono scese numerose sigle sindacali tra cui Uspp, Sinappe, Osapp, Uil-Pa Pp, Fns-Cisl, Cnpp e Cgil, le quali hanno avviato una clamorosa protesta contro le risposte e i provvedimenti adottati dall’amministrazione penitenziaria ritenuti insoddisfacenti e inadeguati nell’affrontare l’avanzata della terza ondata dell’epidemia. Nel pomeriggio di oggi le diverse rappresentanze sindacali hanno tenuto un’importante riunione con il provveditore dell’amministrazione penitenziaria campana.


